Microsoft abbraccia il sistema decentralizzato d’identità basato sulla blockchain di bitcoin

Negli ultimi 12 mesi Microsoft ha lavorato sullo sviluppo delle idee intorno all’utilizzo della blockchain per creare un nuovo tipo d’identità digitale decentralizzata (DID). Spinto dalla necessità di portare al mondo un modello d’identità nel quale la privacy individuale e la sicurezza saranno migliorate, Microsoft ha messo al lavoro degli sviluppatori per esplorare la tecnologia blockchain.

Ankur Patel di Microsoft Identity Division scrive sul blog della corporazione che “è essenziale per gli individui di possedere e controllare tutti gli elementi della loro identità digitale”. Purtroppo, oggigiorno, gli utenti concedono un ampio consenso a innumerevoli applicazioni e servizi per la raccolta dati. Spesso lo fanno volontariamente, ma altre volte non hanno altra scelta che dare il consenso per il trattamento dei dati. Ci sono poi innumerevoli violazioni di questi dati e i furti d’identità che la tecnologia blockchain potrebbe risolvere con l’archiviazione decentralizzata e i protocolli di consenso.

Per supportare miliardi di utenti e organizzazioni, la tecnologia sulla quale sarà sviluppato un tale ecosistema d’identità decentralizzata deve essere capace di una grande scalabilità e velocità. Microsoft ha fatto delle ricerche sulle blockchain diverse trovando che la scalabilità fatta on-chain attraverso l’aumento della misura dei blocchi non potrà mai supportare milioni di transazioni al secondo, cosa di cui avrebbe bisogno un sistema in scala mondiale, come quello di ID Decentralizzate (DID). Anche se Microsoft non ha specificato di quale blockchain si tratta, c’è un’ovvia allusione al Bitcoin Cash.

La corporazione ha quindi deciso di concentrarsi sui protocolli di secondo livello che sono in grado di funzionare sulle blockchain pubbliche tipo Bitcoin, Ethereum, Livecoin e che possono raggiungere la scala globale. Il Lightning Network che è proprio un tale sistema di livello-2 ha le stesse caratteristiche a quelle desiderate da Microsoft.

Microsoft vuole integrare DID nella sua applicazione già esistente, Microsoft Authenticator. Con il consenso dell’utente, Microsoft Authenticator sarà in grado di gestire i dati d’identità e le chiavi crittografiche. In questo disegno, solo l’ID è radicato sulla catena mentre i dati d’identità sono archiviati in un hub ID crittografato fuori catena (che Microsoft non può vedere).

Una volta aggiunta questa funzionalità all’Microsoft Authenticator, le app e i servizi saranno in grado d’interagire con i dati dell’utente utilizzando un canale di messaggistica comune richiedendo il consenso granulare.

In un futuro decentralizzato, le compagnie avranno meno accesso ai dati personali degli utenti e Google e Facebook, che hanno cresciuto i propri business analizzando e applicando in modi differenti i dati dei propri utenti, possono sentirsi minacciate. Microsoft, abbracciando la tecnologia della blockchain sta cercando di portarsi avanti dei tempi e farsi uno spazio abbastanza grande da eliminare la competizione.

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Comprare bitcoin con l’euro senza verificare l’account su un exchange

Comprare bitcoin con le valute tipo FIAT (euro, dollari, streline …) senza verificare l’account su un exchange di criptovalute e cioè senza dover inviare tutti i dati e i documenti è un compito sempre più arduo.

Sempre più stati si muovono per regolamentare l’investimento in bitcoin, altcoin e token e gli exchange sono quindi costretti di attuare le polizze KYC (Know Your Customer) e AML (Anti Money Laundering) per evitare problemi di conformità con le leggi.

Ci sono però delle borse di scambio di criptovalute che hanno la sede nei paesi privilegiati sotto l’aspetto legislativo e non devono attuare queste polizze, permettendo ai suoi utenti di comprare bitcoin e altre altcoin senza dover fare delle verifiche o con le verifiche dell’account minime.

 

Bisogna aggiungere che gli exchange di criptovalute si dividono in due categorie:

  • gli exchange che accettano le FIAT
  • gli exchange che accettano soltanto le criptovalute

 

La prima categoria sono gli exchange dove si può comprare bitcoin e altre altcoin con le valute tipo FIAT (euro, dollari, sterline…) e prelevare sia le valute FIAT sia le criptovalute. La seconda categoria sono gli exchange che permettono di scambiare le criptovalute già in possesso. È ovvio però, che per avere una qualsiasi criptovaluta bisogna comprarla con gli euro (a meno che non ti è stata regalata) e per questo ci serve un exchange che accetta le valute FIAT come prima cosa e solo successivamente, se si vuole comprare dei token particolari, si può aprire l’account su un exchange tipo Binance, che accetta esclusivamente le criptovalute e che permette il trading di tantissimi token, anche quelli più sconosciuti.

Qui sotto descriviamo alcune di queste borse di criptovalute online che permettono di acquistare bitcoin e token in modo facile e veloce.

 

 

Dove comprare bitcoin e criptovalute senza verificare l’account 

Livecoin

Livecoin è forse il più conosciuto exchange di criptovalute che non fa la verifica dell’account se si vuole comprare bitcoin con gli euro o con i dollari. Questo exchange ha anche i volumi alti e i prezzi medi. La commissione sulla transazione è 0.18% ed è tra le più basse sul mercato mentre per il prelievo di bitcoin è 0.001 BTC che è in accordo con la maggioranza degli exchange. Per registrarti su Livecoin avrai bisogno soltanto di un’email. I metodi di deposito e di prelievo sono: Capitalist, Payeer, Advcash, Perfect Money e Qiwi. Noi utilizziamo sempre Payeer e le transazioni richiedono solo pochi minuti e tutto il processo e facile e veloce. Livecoin ha tantissimi token e le coppie principali comprendono EUR, USD, BTC, ETH, RUR, XMR, DASH e alcune altre.


Visita Livecoin

Indacoin

Indacoin è cresciuto moltissimo in giro di pochi mesi e oltre al bitcoin vende altre 200 altcoin. Su Indacoin è possibile comprare istantaneamente con una carta di credito Visa o MasterCard. Quando compri su Indacoin per la prima volta, puoi comprare da 50€ a 200€ e poi i limiti aumentano. Indacoin non chiede documenti per poter comprare le criptovalute.


Visita Indacoin

comprare bitcoin su indacoin
Acquistare bitcoin con una carta di credito su Indacoin

LocalBitcoins

LocalBitcoins è un exchange P2P che vuol dire che gli utenti postano le loro offerte e tu puoi scegliere quale prendere e con quale metodo di pagamento pagare. Vengono accettati sia bonifici bancari, sia le carte di credito Visa/MasterCard, sia le carte prepagate sia gli e-wallet tipo Skrill, PayPal, Neteller e tanti altri. Lo scambio può essere fatto anche di persona e pagato con i contanti. I prezzi su LocalBitcoin variano e di solito sono più alti rispetto che sugli exchange, ma questo dipende anche dalla giornata. Alcuni utenti ti chiederanno un documento d’identità per fare lo scambio, ma ce ne sono tanti che non lo richiedono.


Visita LocalBitcoins

Paxful

Paxful è un exchange di criptovalute P2P, molto simile a LocalBitcoin con la differenza che Paxful, oltre ai metodi di pagamento tradizionali tipo bonifico bancario, carta di credicto Visa/MasterCard, carte prepagate, Skrill, PayPal, PostePay accetta anche dei voucher come metodi di deposito. Se per esempio ti è stato regalato un buono di Amazaon o di iTunes o qualche altro, lo puoi depositare su Paxful e comprare bitcoin da un’altra persona. Anche qui è possibile mettersi d’accordo con un altro utente per comprare bitcoin in contanti.


Visita Paxful

Kraken

Kraken è un exchange molto conosciuto nell’Eurozona perché permette di comprare bitcoin con l’euro. Kraken chiede la verifica dei documenti soltanto sopra una certa soglia. Se vuoi scambiare le altcoin, non devi fare nulla. Kraken ha 5 livelli di verifica. Fornendo dei dati personali come nome e cognome, la data di nascita, il numero di telefono, l’indirizzo di residenza è possibile depositare fino a 10.000$ al mese. Su Kraken è possibile depositare e prelevare euro soltanto tramite il bonifico bancario. Questa è una grossa limitazione in quanto i bonifici ci mettono spesso da 2 a 7 giorni.


Visita Kraken

Kraken verifica account
Livelli di verifica account su Kraken exchange di criptovalute

BitPanda

BitPanda è un exchange austriaco che permette di comprare bitcoin, ethereum, dash, litecoin, bitcoin cash e ripple. Puoi comprare queste criptovalute senza verifica dei documenti, ma soltanto per un valore di 50€. Se vuoi comprare di più, BitPanda ti farà fare una verifica istantanea del documento d’identità davanti ad una webcam. BitPanda accetta Skrill, Neteller, bonifico bacario e le carte di credito Visa o MasterCard come anche dei voucher. È un exchange sicuro e con delle recensioni molto positive.


Visita BitPanda

Quali exchange di criptovalute non fanno la verifica account

 

Una volta che hai comprato bitcoin o altcoin utilizzando uno degli exchange di cui sopra, puoi spostarli su uno degli exchange di criptovalute tipo Binance o Cryptopia perché hanno un enorme quantità di token. Questo, ovviamente, per chi volesse comprare dei token particolari, non listati su altri exchange qui elencati.

 

 

Consigli

 

Se compri bitcoin su Kraken, che spesso ha i prezzi più bassi rispetto agli altri exchange, per venderli, vai sempre su Exmo.me che ha il prezzo più alto comparato con le altre borse di scambio di criptovalute. Certe volte, la differenza nel prezzo è anche di 1000€. In questo modo potrai guadagnare senza far nulla. Basta che fai il prelievo di bitcoin su Kraken e inserisci l’indirizzo di deposito bitcoin preso da Exmo. Per qualsiasi domanda, lasciaci un commento e risponderemo in pochi minuti.

 

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Investire in Tron (TRX) per un futuro decentralizzato

Il progetto Tron con il suo token Tronix (TRX) è stato recentemente denominato una truffa. Dopo un periodo di euforia per questo progetto e per la sua criptovaluta che ha portato TRX da 0.00000005 BTC ad un massimo di 0.00002047 BTC in giro di un solo mese, Tron è stato chiamato uno scam per una serie di motivi più o meno validi. La fiducia nel progetto e nel team è stata persa e tanta gente ha venduto i suoi token, ma altri investitori continuano a crederci e hanno dei seri argomenti per questo.

In precedenza abbiamo già scritto sui motivi per i quali Tron viene considerato una truffa, ma adesso vi scriviamo perché crediamo che questo progetto è un investimento valido che addiritura si potrebbe rivelare molto redditizio per chi compra TRX adesso.

 

 

Che cos’è Tron

 

Tron è un progetto creato sulla visione di una rete libera dall’influenza dei colossi come Google, Apple, Facebook, Amazon che accumulano i dati personali e non solo da tutti gli utenti d’Internet e li utilizzano a loro insaputa e spesso allo svantaggio degli utenti stessi.

Justin Sun, il CEO di Tron, desidera di risolvere il problema della centralizzazione, della censura e del controllo creando un’ambiente decentralizzato nel quale gli utenti saranno liberi di creare i contenuti, controllarli ed essere i possessori di questi contenuti.

Il protocollo decentralizzato di Tron basato sulla blockchain sarà quindi un sistema gratuito e mondiale di contenuti d’intrattenimento.

 

tron token

 

Le partnership di Tron

 

  • Peiwo App

Peiwo App è un’applicazione il cui CEO è lo stesso CEO di Tron, Justin Sun. L’app consente ai suoi 10 milioni di utenti di pubblicare i contenuti vocali di qualità. L’integrazione di TRX nell’applicazione consente agli utenti di utilizzare TRX per premiare gli altri per i contenuti audio, per accedere ai contenuti a pagamento come chiamate, acquisti o per scambiarlo con altre altcoin.

 

  • Gifto/Uplive

Gifto è stato creata da Uplive (un’app di live streaming molto popolare) e raccoglie circa 20 milioni di utenti. Permette lo scambio dei regali virtuali che sono tanto popolari in Cina. Ogni mese vengono venduti circa 25 milioni di regali e Tron ha aperto una partnership con Gifto per monetizzare i suoi contenuti.

 

  • oBike

oBike è una compagnia con 10 milioni di utenti che guadagnano andando sulle bici di oBike. Più si pedala, più chilometri si  percorre e più si guadagna. oBike si basa sul protocollo Tron e il suo token è oCoin.

 

  • Game.com

Tron ha aperto una partnership con Game.com che sta creando una piattaforma di gioco globalizzata per le criptovalute. Con il grande successo di CryptoKitties su ethereum, Tron spera che un gioco simile, ma sviluppato meglio, chiamato Pet Planet/Love.Pet possa riscuotere un successo ancora maggiore. Il token di Game.com è GTC.

Tron dogs game

  • GSC

Global social Chain ha almeno 120 milioni di utenti che grazie alla cooperazione con Tron avranno l’accesso al Tron Network. GSC include Mico (una piattaforma social utilizzata da centinaia milioni di utenti in Asia), Yay ( un’app per i giovani americani utilizzata per commentare anonimamente), Waka (un’app popolare in Asia il cui corrispettivo sarebbe Music.ly), Kitty Live (live streaming app utilizzata da 20 milioni di utenti in Asia).

 

Con le partnership che raccolgono più di 160 milioni di utenti, Tron sta creando una rete con un potenziale enorme. Tutti questi partner potranno utilizzare un proprio token come ad esempio oCoin, GTC, ma che verrà subito convertito in TRX per essere speso all’interno del Tron Network.

Con tutte queste partnership importanti e con la prima versione beta di Tron che verrà lanciata il 31 marzo, il prezzo di Tronix vedrà sicuramente un brusco aumento. Nonostante gli ostacoli iniziali, Justin Sun e il suo team hanno saputo portare dei risultati validi e quantificabili. Sono uno dei pochi team che in così poco tempo hanno creato delle cooperazioni che potranno portare dei frutti in futuro non tanto lontano.

TRX intanto si può comprare su 27 exchange di criptovalute differenti (Livecoin, Binance, hitBTC, Cryptopia…) ma viene aggiunto sempre sui nuovi exchange.

 

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Neon Meta Exchange (NEX) – piattaforma decentralizzata di trading dei token NEO

 

Neon Meta Exchange (NEX) è un progetto di un exchange decentralizzato che sarà costruito sulla blockchain NEO. NEX offrirà il trading crittograffato e la creazione dei servizi di pagamento grazie ai quali sarà facile acquistare i token basati sulla blockchain di NEO NEP-5 direttamente con le valute tipo FIAT. La ICO comincerà verso il 25 marzo 2018 e i NEX token potranno essere acquistati in cambio di NEO e GAS.

 

 

Che cos’è Neon Meta Exchange e come funziona?

 

Il progetto NEX è stato creato da quattro membri del Consiglio CoZ. City of Zion (CoZ) è una comunità globale di entusiasti dell’open source, con l’obiettivo condiviso di aiutare NEO a raggiungere il suo pieno potenziale.

Neon Meta Exchange sarà il primo exchange decentralizzato che si baserà sulla piattaforma per gli smart contracts – NEO. Sarà anche primo ad utilizzare NEO e GAS come principale valuta della piattaforma. Insieme al token NEX, queste tre formeranno le principali coppie di scambio dei token NEP-5.

NEX sarà costituito da un’applicazione di scambio di riferimento, che renderà più semplice per gli sviluppatori la costruzione degli exchange e dei servizi di pagamento da integrare con il protocollo NEX.

Questo progetto avrà un alto livello di innovazione basata sulla tecnologia di scambio superconduttivo. La performance del trading su NEX sarà molto migliore perché il motore d’abbinamento off-chain integrato con la blockchain NEO lo renderà più veloce del trading su un qualsiasi altro DEX.

Oltre alla velocità, NEX sarà capace di un’enorme scalabilità che gli permetterà di ricevere grandi volumi. Il servizio di pagamento di NEX permetterà agli smart contract di terze parti di ricevere le risorse globali come NEO e GAS come parte del loro calcolo. Neon Meta Exchange sarà unico sotto un altro aspetto ancora. NEX sarà capace di gestire gli ordini complessi come gli ordini di mercato e di limite.

Neon Meta Exchange sarà inizialmente costruito sulla blockchain di NEO, ma in futuro supporterà anche i token di ethereum ERC-20.

 

 

Quale problema risolve NEX?

 

Oggigiorno la maggior parte degli scambi di criptovalute avviene sugli exchange centralizzati dove i fondi vengono depositati sotto la custodia di una terza parte. Questo passaggio espone gli utenti al rischio di cadere vittime di attacchi hacker o dei dipendenti degli exchange stessi che, come la storia ci insegna, spesso sono malintenzionati.

Gli exchange decentralizzati vogliono restituire agli utenti il controllo sui proprio fondi eliminando la terza parte dall’intervento nella transazione che avviene fra due persone. Gli ordini vengono eseguiti dagli smart contract sulla blockchain. Questo non vuol dire che il problema è risolto perché eliminando gli exchange centralizzati di mezzo, gli smart contract da soli sono spesso troppo lenti per eseguire  la complessa logica di abbinamento degli ordini se comparati con gli exchange centralizzati ad alto volume. Questo perché l’operazione computazionale che sta dietro all’abbinamento degli ordini è la più costosa in tutto il processo dello scambio. È per questo che, per essere veloce, questa operazione ha bisogno di essere spostata in un servizio off-chain sicuro.

Neon Meta Exchange applica proprio un motore d’abbinamento off-chain che funziona allo stesso modo di un qualsiasi exchange centralizzato, ma che possiede il controllo soltanto degli ordini attivi ed esegue gli ordini off-chain senza un pieno l’accesso al bilancio dell’account utente. Questo sistema fa sì che c’è una minore opportunità per fare l’arbitraggio oltre a consentire gli ordini complessi. Per rendere le cose più trasparenti e per infondere fiducia nei traders, NEX fornisce un registro pubblico di tutti gli ordini. La performance è quindi comparabile agli exchange centralizzati con volumi enormi.

Ma per avere successo, NEX deve prima risolvere il problema dell’interazione con NEO e GAS ed è per questo che introduce il cosiddetto livello del servizio di pagamento (payment service layer) che converte NEO e GAS nei token smart contract che così possono facilmente interagire con gli smart contract sulla blockchain NEO. Per esempio: NEO viene convertito nel token XNEO. Lo stesso funzionamento lo troviamo nell’ecosistema 0x dove ETH viene convertito in WETH.

Neon Meta Exchange utilizzerà un wallet in un’estensione di Chrome per tenere le valute al di fuori dell’exchange, consentendo allo stesso tempo il trading immediato. Il co-fondatore Fabio Canesin ha descritto l’estensione del wallet come un’applicazione “MetaMask + NEON Wallet” che consentirà agli utenti di accedere all’exchange mantenendo al contempo la custodia dei token. Questo wallet sarà un grande  vantaggio perché i proprietari non dovranno spostare i loro token NEP-5  dall’exchange al wallet e viceversa per fare il trading.

 

 

Informazioni sulla ICO di NEX

 

La ICO di NEX partirà nel Q1 del 2018, ma la data specifica non è stata ancora rivelata. Neon Exchange emmetterà 50 milioni di token NEX che fruiranno ai detentori una quota dei profitti provenienti dal servizio di pagamento e dalle funzionalità di scambio dei NEX. In questo modo, i detentori di NEX che mettono sul piatto i propri token beneficieranno direttamente dal successo dei servizi di scambio.

La roadmap di NEX nel 2018 comincerà con il rilascio del wallet NEX e subito dopo, ancora nel primo trimestre del 2018 è prevista una piattaforma nativa per ICO per i token NEP-5 e successivamente NEX implementerà la propria piattaforma bancaria decentralizzata, consentendo agli utenti di utilizzare le FIAT per acquistare direttamente i token NEP-5. Nel 2019 Neon Exchange integrerà anche i token ERC-20.

L’anno 2018 sarà il periodo nel quale verranno lanciati tanti exchange decentralizzati e NEX dovrà lottare con tanta concorrenza, sia con quella nuova, sia con quella già stabilita bene come Bitshares, Bisq o Stellar. La peculiarità di Neon Meta Exchange di accettare soltanto i token NEP-5 potrebbe però rivelarsi un vantaggio. In questo modo, quando i token ERC-20 saranno integrati, NEX potrebbe già avere una comunità solida.

 

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Visita il sito officiale di NEX

7 exchange per comprare bitcoin, criptovalute e token

Dove comprare bitcoin e altre criptovalute

 

Bitcoin, ethereum, litecoin, ripple e bitcoin cash sono le criptovalute più acquistate, anche se altre altcoin e token sono sempre più popolari. Bitcoin ed ethereum sono anche quelle più scambiate. Per comprare dei token tipo NEO, EOS, ADA, IOTA, TRX o un qualsiasi altro, bisogna prima procurarsi un po’ di bitcoin o di ethereum.

Ci sono degli exchange che permettono l’acquisto facile e veloce e ne elenchiamo alcuni di quelli più utilizzati e quindi con dei volumi maggiori.

Esistono anche degli exchange di criptovalute che possiedono bitcoin ed ethereum, ma non è possibile comprarli con le valute tipo fiat (euro, dollari, sterline, yen, won, ruble…). Su quest’ultimo tipo di exchange è possibile solamente scambiare le criptovalute con altre criptovalute o con dei token.

 

Exchange dove si può comprare bitcoin con euro

Exchange Tipo di deposito/prelievo Compra bitcoin
livecoin logo Capitalist, Payeer, Perfect Money, Advcash, Qiwi
Compra Bitcoin
cex.io logo

Carte di credito VISA e MasterCard, bonifico bancario, CryptoCapital

Compra Bitcoin
bitpanda logo

bonifico bancario SEPA, Euro Wallet, Skrill, Neteller, carte di credito Visa e MasterCard, bonifico Giropay/EPS

Compra Bitcoin
coinbase logo bonifico bancario,

carte di credito Visa e MasterCard

Compra Bitcoin
exmo logo

Payeer, OKPay, Perfect Money, MoneyPolo, Neteller, carte di credito Visa o MasterCard, bonifico bancario SEPA, BanContact, GiroPay, Payza, Advcash o Cryptocapital

Compra Bitcoin
bitstamp logo

bonifico bancario, AstroPay

Compra Bitcoin
bitfinex logo

bonifico bancario

Compra Bitcoin

 

Exchange centralizzati per comprare bitcoin, ethereum e altre criptovalute con euro o dollari:

Livecoin.net

Livecoin è una piattaforma di trading adatta sia per i principianti che per gli esperti. Su Livecoin si può comprare sia bitcoin, ethereum, litecoin sia altre altcoin o token in cambio di euro o dollari.

Un grosso vantaggio di questo bitcoin exchange è che è in italiano come anche in inglese e in altre lingue. Gli Italiani possono quindi stare tranquilli se la loro conoscenza dell’inglese non è molto buona.

Livecoin è stato fondato nel 2013 da Delta e-commerce Ltd di Londra, mentre i server sono basati negli USA. Su Livecoin si può creare un account senza nessuna verifica. A discapito di quasi tutti gli exchange centralizzati, Livecoin non richiede di fornire documenti o dei dati personali. Non applica le cosiddette polizze KYC (Know Your Customer) e AML (Anti Money Laundering). L’unica cosa che serve per aprire l’account è un’email, un username e una password.

I metodi di pagamento accettati sono Capitalist, Payeer, Perfect Money, Advcash e Qiwi. Il trasferimento di fondi da noi utilizzato è Payeer e sia il deposito che il prelievo richiedono solo pochi minuti. Non c’è l’importo minimo di deposito mentre il prelievo minimo è di 10 EUR/USD o 100 RUR mentre per il bitcoin è 0.002 BTC.

Le commissioni sul deposito attraverso gli e-wallet sono: Payeer 5%, Perfect Money 2%, Capitalist 0%, AdvCash 10%, Qiwi 30% EUR/USD, 10% RUR. Le criptovalute vengono depositate gratis.

I costi di prelievo sono: Payeer 0.2% EUR, 0.5% USD, 5% RUR, Perfect Money N/A, Capitalist 2% EUR/USD, 3% RUR, Qiwi 3%. Per il prelievo di criptovalute si deve pagare per esempio 0.001 BTC, 0.02 LTC, 0.01 ETH. La commissione sulla singola transazione è di 0.18% che cala se si superano 100 mila dollari in un mese.

Livecoin, come tutte le piattaforme di trading di criptovalute reputabili, ci tiene alla salvaguardia della sicurezza dei suoi clienti e per questo invia sempre le email di conferma sia di deposito che di prelievo, attua l’autenticazione 2FA tramite l’app Google Authenticator come anche il codice pin e la password personale.

Acquistare bitcoin e altre criptovalute su Livecoin è veramente facile e veloce e la grande quantità di criptovalute disponibile per il trading con euro o dollaro rendono questo exchange il più competitivo sotto questo aspetto. Grazie a questo numero elevato di altcoin/EUR o altcoin/USD, si risparmia sul numero delle transazioni che uno è costretto a fare per comprare una data criptovaluta.

Livecoin non ha ancora l’applicazione per iOS o per Android, ma il sito è responsive e funziona bene sul cellulare. Livecoin non è mai stato vittima di un attacco hacker. Un’altra cosa a vantaggio di Livecoin e alla quale molti non pensano affatto è il fatto che Livecoin utilizza il denaro reale (EUR, USD, RUR) mentre alcuni dei suoi competitor utilizzano sopratutto Tether e cioè il corrispettivo di dollaro – USDT. VISITA LIVECOIN

 

livecoin exchange
Livecoin.net exchange

 

Cex.io

Cex.io opera dal 2013 e ha la sede a Londra. È un sito web reputatile dove è possibile comprare bitcoin, ethereum, ripple a nominarle solo alcune con euro o dollari. Cex.io ha il sito in italiano, inglese, russo, cinese, portoghese e in spagnolo.

La creazione dell’account è veloce, ma certe volte le nuove registrazioni vengono sospese per troppo traffico. Cex.io applica le polizze KYC (Know Your Customer) e AML (Anti Money Laundering) quindi dopo che si crea un nuovo account, bisogna verificarlo. La verifica dura circa 15 minuti. Bisogna fornire i dati di un documento d’identità,  i dati personali, l’indirizzo e le foto del documento e di qualche bolletta per confermare la residenza.

I metodi di deposito accettati sono: carta di credito VISA o MasterCard, bonifico bancario o CryptoCapital. È possibile depositare valute fiat (USD, EUR, GBP, RUB) e bitcoin.

Cex.io prende una commissione del 3.5% + 0.24€ per il deposito in fiat mentre i depositi in criptovalute sono gratuiti (bitcoin, bitcoin cash, bitcoin gold, ethereum, dash, zcash, ripple).

Su ogni prelievo in fiat viene applicata la commissione di 3.50€ e per i prelievi di criptovalute, Cex.io prende 0.001. La sicurezza dell’account viene garantita dalla password e l’autenticazione 2FA.

Su Cex.io si può comprare bitcoin, ethereum, bitcoin gold, bitcoin cash, zcash, dash, ripple ed è anche possibile fare il trading di GHS (gigahashes per second). La piattaforma permette il margin trading, ma questo tipo di trading è consigliato solo ai più esperti. Il margin trading offre una leva del 1:2 e 1:3.

Lo scambio semplificato sulla piattaforma si basa su ordini di tipo Fill-or-Kill (FOK) e cioè gli ordini o vengono eseguiti integralmente o non vengono eseguiti affatto. L’ordine potrebbe essere eseguito anche a condizioni più favorevoli. Cex.io si prende il 7% per questo tipo di servizio. Invece il trading sulla piattaforma Cex.io è un po’ diverso. Gli ordini vengono eseguiti istantaneamente e il prezzo non viene bloccato come in FOK. Cex.io offre l’applicazione mobile sia per iOS che per Android. Cex.io non usa USDT ma il dollaro reale. VISITA CEX

 

cex.io exchange
Cex.io exchange

Bitpanda.com

BitPanda è l’exchange di criptovalute fondato nel 2014 da una start-up austriaca Coinimal GmbH.

Su BitPanda è possibile acquistare bitcoin, ethereum, dash, ripple, litecoin e bitcoin cash con i seguenti metodi di pagamento: bonifico bancario Sepa, Euro Wallet, Skrill, Neteller, carte di credito Visa e MasterCard, bonifico Giropay/EPS. Il prezzo di bitcoin dipende dal tipo di pagamento che si sceglie. SEPA, EPS, Giropay e Sofort comportano le commissioni più basse mentre Skrill e Neteller hanno le commissioni più alte. Le commissioni non sono chiaramente pubblicate sul sito web soltanto incluse già nel prezzo.

Aprendo l’account su BitPanda, bisogna verificarlo per poter effettuare le transazioni. Il livello più basso di verifica richiede soltanto il numero di telefono. Questo permette di comprare bitcoin per 50€ al mese fino a 600€ totali. I livelli più alti di verifica richiedono un documento d’identità e una bolletta che possa confermare l’indirizzo di residenza. La verifica è instantanea.

Il sito web di BitPanda è molto facile in uso e anche gli utenti più inesperti lo troveranno intuitivo. BitPanda non è disponibile in lingua italiana, utilizza soltanto euro come valuta fiat ed è disponibile soltanto per i residenti in Europa. VISITA BITPANDA

 

bitpanda exchange
BitPanda

 

Coinbase.com

Coinbase è uno dei più grossi exchange di criptovalute dove è possibile comprare bitcoin, bitcoin cash, ethereum e litecoin. Ha la sede a San Francisco e parecchi grossi investitori. Il sito è disponibile in italiano ed è molto facile in uso e intuitivo.

Coinbase vanta più di 4 milioni di utenti e spesso ha dovuto chiudere le nuove registrazioni perché non riusciva più a gestire l’influsso massiccio di gente. Se qualcuno ci riesce ad aprire un account, deve fare la verifica ed essere preparato ad aspettare anche alcune settimane per avere l’esito della verifica.

Coinbase è regolamentato negli USA e applica le polizze AML (Anti Money Laundering) e KYC (Know Your Customer). Per verificare l’account l’utente deve inviare le copie dei documenti d’identità, una prova dell’indirizzo della residenza sotto forma di qualche bolletta e fornire i dati personali.

La sicurezza dell’account applicata da questo exchange è simile a tanti altri competitori. Bisogna immettere la password, verificare il numero di telefono e abilitare l’autenticazione tramite un’app Google Authenticator. 

I metodi di deposito e di prelievo disponibili dall’Italia includono il bonifico bancario e le carte di credito Visa/MasterCard. Per operare su questo exchange di criptovalute bisogna prima connettere il conto bancario. Il limite di deposito con carte di credito è di 1.000€ a settimana.

Le commissioni su Coinbase sono abbastanza alte. Il market taker (l’utente che prende degli ordini automatici) paga il 0.25% su ogni transazione mentre il market maker (l’utente che crea un ordine che non viene immediatamente accoppiato) non paga commissioni.

In genere questo era uno degli exchange più raccomandati, ma negli ultimi mesi la sua reputazione ha sofferto tanto. Coinbase è uno dei più utilizzati per comprare le principali altcoin e sulla piattaforma di trading GDAX, alla quale si accede con lo stesso account utente, è possibile fare il trading con queste 4 criptovalute, ma la scelta è molto limitata e di solito, chi compra su Coinbase, trasferisce le altcoin su altri exchange criptovalute (Binance, Cryptopia) che hanno una vasta scelta di token.

Coinbase possiede l’applicazione mobile per il suo wallet. Chi utilizza Coinbase per comprare bitcoin per poter giocare al casinò o scommettere deve stare molto attento perché l’exchange può tracciare i movimenti e chiudere l’account. VISITA COINBASE

 

compra bitcoin su coinbase
Coinbase

 

Exmo.me

Exmo è un exchange molto popolare trai tarders perché permette l’acquisto e la vendita di tante criptovalute in cambio di valute fiat tipo euro, dollaro, ruble, zloty o in cambio di altre altcoin.

Exmo è trai primi dieci migliori exchange al mondo e il primo exchange europeo. Ha la sede nel Regno Unito e il suo team è composto da esperti di tutto il mondo. Il 26 febbraio 2018 la compagnia lancerà il proprio token EXO che darà agli investitori la possibilità di guadagnare dei dividendi.

È possibile trasferire le criptovalute da un wallet esterno subito dopo la registrazione. È anche possibile comprare bitcoin, ethereum, litecoin o altre altcoin con le valute fiat e senza verifica dell’account se si deposita con Payeer, OKPay, Perfect Money, e MoneyPolo.

Per utilizzare altri metodi di pagamento come Neteller, carte di credito Visa o MasterCard, il bonifico bancario SEPA, BanContact, GiroPay, Payza, Advcash o Cryptocapital bisogna necessariamente fare la verifica. La verifica del conto è richiesta per via di Anti-Money Laundering (AML) ed è uguale come per gli altri exchange.

Ciascuno di questi metodi di pagamento ha le commissioni e i limiti differenti, ma Exmo è sicuramente uno di questi exchange che da ai suoi clienti una vasta scelta nei termini di deposito e prelievo.

Exmo applica una commissione del 0.2% sia sui depositi che sui prelievi di valute fiat mentre la commissione sul prelievo di bitcoin è 0.001 BTC.

Proprio come i suoi competitor, anche Exmo attua delle misure di sicurezza mirate a proteggere i fondi degli utenti. È quindi possibile impostare l’autenticazione tramite l’app Google Authenticator, la conferma del codice inviato per sms, la protezione tramite l’indirizzo IP.

La piattaforma di Exmo è facile in uso, ma  il grafico del prezzo è piccolo e vi mancano degli strumenti per fare l’analisi. Accanto al grafico, vi è una chatbox generale ed è anche possibile inviare dei messaggi privati a tutti gli utenti di Exmo.

Gli ordini possono essere piazzati aspettando che qualcuno li prenda oppure si possono piazzare e realizzare in modo istantaneo al prezzo di mercato attuale. La piattaforma di trading è disponibile in molteplici lingue tra cui anche in italiano. VISITA EXMO

 

exmo
Exmo.me exchange

Bitstamp.net

Bitstamp è un exchange creato da un gruppo di ragazzi sloveni che nel 2011 hanno visto la necessità di avere un’alternativa a Mt. Gox. Dopo che Mt. Gox è collassato, Bitstamp è diventato uno dei più grossi exchange al mondo. La sede dell’exchange è stata poi cambiata due volte: prima Londra e poi il Lussemburgo dove ha ottenuto la licenza e che l’ha fatto diventare il primo exchange regolamentato in Europa.

Bitstamp applica le regole Know Your Customer (KYC) e Anti-Money Laundering (AML) e per questo è tassativo verificare il conto fornendo tutti i documenti necessari, ma questo exchange spesso si spinge un po’ oltre dei suoi competitor e fa delle domande che potrebbero anche significare la violazione della privacy.

La verifica del conto dura circa tre giorni ed è necessaria anche se si desidera trasferire solamente le criptovalute. I metodi di deposito e di prelievo sono: bonifico bancario o AstroPay. Non ci sono le commissioni sui depositi tramite bonifico bancario SEPA e la commissione sul bonifico internazionale è del 0.05% (comm. min = 7.5USD/EUR, comm. max = 300USD/EUR). La commissione sul prelievo è del 0.90€ e 0.09% (comm. min 15USD/EUR) rispettivamente. Bitstamp può applicare delle salate commissioni sul processamento non-standard. I depositi e i prelievi di criptovalute non comportano commissioni. Bitstamp applica la commissione del 0.25% su ogni ordine effettuato.

Sull’exchange è possibile fare il trading e scambiare 5 criptovalute; bitcoin, ethereum, litecoin, bitcoin cash e ripple. Bitstamp, di solito viene utilizzato per comprare i bitcoin per poi trasferirli su altri exchange (Binance, hitBit, Cryptopia) e usarli per comprare altre altcoin o token.

Purtroppo, Bitstamp ha ricevuto negli ultimi mesi tanta pubblicità negativa per il fatto che i depositi di valute fiat venivano accettati anche dopo una settimana e i prelievi ritardavano di alcune settimane. Altri problemi riguardavano l’impossibilità di accedere alla piattaforma.

Bitstamp possiede l’applicazione mobile per i sistemi iOS e Android.

Anche se Bitstamp utilizza i soliti metodi di sicurezza che riguarda lato cliente, lo stesso exchange è caduto vittima di due attacchi hacker. Uno nel 2014 quando è stato fatto un attacco DoDo’s e l’altro nel 2015 quando i hacker hanno utilizzato Skype e l’email per comunicare con i dipendenti di Bitstamp per poi introdurre un virus nel sistema dell’exchange. Così facendo, gli hacker sono entrati nel hot wallet della compagnia rubando 19.000 bitcoin. VISITA BITSTAMP

 

Bitstamp
Bitstamp exchange

 

 

Bitfinex.com

Bitfinex è un exchange con la sede a Hong Kong. Aprire l’account per scambiare le criptovalute che possiedi già è facile e veloce, ma per comprare bitcoin o altre altcoin con le valute fiat devi verificare l’account in quanto Bittrex applica le polizze KYC e AML. La verifica richiede l’invio di un documento d’identità e una bolletta che provi l’indirizzo della residenza.

Su Bitfinex è possibile depositare e prelevare soltanto attraverso bonifico bancario.

Al contrario di tutti gli altri exchange, Bitfinex applica delle commissioni sui depositi di criptovalute. Queste commissioni vengono applicate ai depositi piccoli e cioè ai depositi per la cifra l’equivalente a meno di 1.000$. Oltre a queste commissioni c’è la commissione sul deposito tramite bonifico bancario che è pari a 0.1% ma con un minimo di 20USD/EUR. Lo stesso vale per i prelievi. La commissione sugli ordini è del 0.1% per i market maker e del 0.2% per i market taker. La commissione sui prelievi di criptovalute è uguale come per i depositi.

Su Bitfinex è possibile fare il trading sul margine. Bitfinex ha 28 criptovalute e token differenti che partono da quelle più conosciute a quelle ancora nella fase di ICO. Tra queste c’è EOS, 0x, OmiseGo, Iota.

Nonostante le commissioni alte Bitfinex ha il primato riguardo ai volumi di criptovalute scambiate ogni giorno. Questo si traduce nel spread minore e quindi più conveniente per il trader. Anche se non si compra su Bitfinex, vale la pena monitorare il prezzo perché di solito è l’exchange che “trascina” i prezzi su tutti gli altri exchange di criptovalute.

Nel 2016 Bitfinex ha subito un attacco hacker importante. Sono stati portati via 120.000 bitcoin e, nonostante solo una parte degli account fosse affetta da questo ciberatacco, Bitfinex ha deciso di spalmare le perdite su tutti gli utenti di Bitfinex.

Nessun exchange centralizzato è sicuro. Per avere la sicurezza bisogna utilizzare exchange decentralizzati. VISITA BITFINEX

Bitfinex commissioni
Bitfinex – Commissioni sui depositi e sui prelievi

 

 

Exchange per scambiare le criptovalute che già possiedi:

 

Binance.com

Binance è l’exchange che è cresciuto maggiormente negli ultimi mesi raggiungendo 6 milioni di utenti volenterosi a comprare le criptovalute. Binance ha la sede a Hong Kong ed è uno dei più utilizzati per scambiare criptovalute con criptovalute.

È molto popolare perché sulla sua piattaforma lista un numero elevatissimo di token ICO più ricercati, ma anche quelli meno conosciuti. I trader cercano su Binance dei token come Tron TRX, OmiseGo OMG, EOS, Stratis STRAT, Lisk LSK, POE, ENJ, NEO e tanti altri. Binance aggiunge tempestivamente sempre dei nuovi token ed è sicuramente uno di quei posti dove comprarli.

Binance applica su ogni ordine una commissione del 0.1%, ma se si usa BNB (il token di Binance) allora si riceve uno sconto del 50%. La commissione sul deposito non viene applicata, mentre la commissione sul prelievo di bitcoin è 0.001 BTC e per l’ethereum è 0.01 ETH. Non c’è la commissione sul prelievo di NEO o GAS.

L’account su Binance non deve essere verificato, soltanto quando si ritirano 2 bitcoin al giorno, bisogna verificarlo inviando una foto del documento d’identità.

Quando si deposita le criptovalute, bisogna andare nel Funds -> Depositi-> selezionare la criptovaluta scelta e fare il deposito utilizzando l’indirizzo che viene visualizzato o il codice QR. Per scambiare le criptovalute bisogna andare in Exchange e scegliere quelle che ci interessano.

Binance è facile in uso e ha un’ottima reputazione. VISITA BINANCE

 

Binance
Binance exchange

Cryptopia.co.nz

Cryptopia è uno di quegli exchange che lista i token più giovani. È un exchange insolito perché contiene anche un Marketplace dove si può comprare qualsiasi cosa in cambio di criptovalute. Su Cryptopia è possibile listare anche un proprio token. Se si vuole sapere dove verrà listato un token di una ICO appena cominciata o addirittura di una pre-ICO, allora sarà sicuramente su Cryptopia. È un exchange con la sede in Nuova Zelanda.

La valuta principale della piattaforma è il dollaro neozelandese, ma questo exchange viene di solito utilizzato per scambiare bitcoin o ethereum con altre altcoin o dei token. La verifica dell’account non è necessaria se non si vuole depositare NZD.

Creare l’account è facile e veloce e lo stesso vale per i depositi. Per depositare bisogna andare sul segno di bitcoin B vicino al nome utente, poi andare nei Deposits, selezionare il token che si vuole depositare e utilizzare l’indirizzo o il codice QR che viene visualizzato.

Una caratteristica davvero competitiva è la possibilità di trasferire gratis le criptovalute con gli altri utenti di Cryptopia. Se due utenti si mettono d’accordo riguardo al trasferimento di fondi, possono utilizzare la voce Transfer e nessuno dei due pagherà la commissione.

Cryptopia offre anche Coin Info che è una sezione dedicata alle informazioni riguardanti tutte le coin listate sull’exchange. Cryptopia è un exchange peer-to-peer quindi si possono trovare delle offerte molto buone, a prezzi competitivi, come anche quelle dove il valore della transazione sarà basso.

Cryptopia supporta più criptovalute e token di un qualsiasi altro exchange. Vi si può trovare Electroneum ETN, CryptoJacks CJ, ProCurrency PROC, Reddcoin RDD, DeepOnion ONION, Komodo KMD e quasi 600 altre coin. VISITA CRYPTOPIA

 

Cryptopia exchange
Cryptopia

 

Alternative agli exchange di criptovalute

 

Ci sono altri posti dove è possibile comprare bitcoin e tra questi c’è un exchange P2P chiamato LocalBitcoins. Anche se offre un alto livello di privacy, ha i prezzi più alti rispetto a tutti gli altri exchange sopra elencati. Bitcoin si può comprare anche con Indacoin e senza fornire dei documenti. È il modo più facile per acquistare bitcoin, ethereum e altre 200 criptovalute semplicemente utilizzando una carta di credito Visa o MasterCard. Indacoin è partito offrendo l’acquisto di solo bitcoin ma in giro di pochissimi mesi è cresciuto esponenzialmente.

 

Prima di comprare bitcoin, bisogna tenere in mente che gli exchange centralizzati sono il target principale degli attacchi hacker e bisogna sempre prendere delle precauzioni per mantenere i propri fondi al sicuro. Spostare i fondi nel proprio wallet è il minimo.

 

Se hai trovato in questo articolo delle informazioni utili, per favore, dona anche pochi centesimi e sostieni chi cerca di diffondere l’utilizzo delle criptovalute.

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15 exchange decentralizzati per investire in criptovalute in modo sicuro e anonimo

Nel 2017 le criptovalute hanno avuto il loro boom maggiore con il prezzo del bitcoin che ha sfiorato 20.000$ e che tanti prevedono è destinato a salire a 40.000$ nell’arco di un anno. I principali exchange di criptovalute hanno avuto così tante registrazioni che i loro server erano sovraccarichi e spesso creavano delle difficoltà ai siti web costringendo le compagnie a limitare l’accesso per parecchie ore e a sospendere le registrazioni per alcune sttimane. Binance, il migliore exchange centralizzato, ha dovuto gestire milioni di registrazioni alla settimana prima di chiudere le porte e fare l’upgrade del sistema.

Fin dai primi anni dell’esistenza di bitcoin, gli exchange avevano tanto successo raccogliendo milioni di gente volenterosa a scambiare le valute digitali con delle altre o con quelle tipo fiat (dollari, euro, yen…). Uno dei primi più grossi exchange era Mt. Gox che negli anni 2010 – 2014 disponeva del 70% del mercato bitcoin mondiale e che era anche il primo exchange ad avere subito un attacco hacker. Dopo che Mt. Gox è stato derubato di 850.000 bitcoin, è stato chiuso e altri exchange hanno preso il suo posto. Bitcoinica, Bitfloor, Flexcoin, Poloniex, Bitstamp, Bitfinex, Youbit, Bithumb sono solo alcuni di una lunga lista degli exchange che hanno subito un attacco hacker.

 

exchange centralizzato

 

Chi vuole acquistare bitcoin o altre criptovalute oggi si registra su uno di questi exchange tanto popolari, spesso inconsapevole del fatto che tanti erano già stati vittima di un attacco cibernetico. Non sa nulla delle misure di sicurezza prese dalle compagnie per proteggere i fondi degli utenti e nemmeno del fatto che nella maggior parte dei casi l’exchange non rimborserà nulla se i soldi dovessero sparire. Tutto ciò succede perché il mercato delle criptovalute è talmente nuovo che mancano delle leggi che lo regolamentano. L’unico che ha fatto qualcosa è stato il Giappone che ha riconosciuto bitcoin come metodo di pagamento legale e ha messo in atto delle leggi per regolamentare lo scambio.

Gli oppositori di criptovalute dicono che questi tipi d’investimento sono da sprovveduti e tutti i torti non ce l’hanno. Chi vuole comprare bitcoin deve avere una grande fiducia nell’onestà di questi exchange e la speranza che tutto vada sempre bene. Ma un’alternativa c’è e basta informarsi per sapere che è meglio non fidarsi di nessuno ed è meglio assicurarsi quando si investe.

Binance, Kraken, Coinbase, the Rock Trading, Bitpanda, cex.io, Bittrex, hitBTC , Livecoin sono solo alcuni degli exchange che muovono la maggior parte del mercato delle criptovalute, ma il problema è che sono centralizzati e cioè che tutte le transazioni che avvengono sulla piattaforma passano dall’exchange che funge da mediatore. Per svolgere questa funzione, si prende delle commissioni sia da chi compra sia da chi vende.

Il vantaggio principale di questi exchange è facilità d’uso e una grande liquidità ed è per questo che riscuotono tanto successo.

Exchange decentralizzati però, sono il futuro e l’anno 2018 sarà l’anno dei DEX.

 

Svantaggi degli exchange centralizzati:

  1. Possono andare in bancarotta
  2. Esposti agli attacchi hacker
  3. Offrono poca o nessuna trasparenza
  4. Operano su riserve frazionarie
  5. Possono fingere il volume delle transazioni
  6. Requisiti di KYC / AML onerosi
  7. Prelievi inviati in ritardo o trattenuti per diversi problemi
  8. Partecipano in insider trading
  9. Limitazioni e trattamento preferenziale delle monete aggiunte
  10. Ricatto di delisting ed enlisting
  11. Caduta dei server e l’inaccessibilità della piattaforma
  12. Commissioni alte

 

Gli exchange decentralizzati sono quelli dove nessuna terza parte è coinvolta nella transazione tra due persone e cioè non esiste un mediatore. Tutte le transazioni avvengono direttamente tra due persone (peer-to-peer o P2P) e tutto il processo è automatico. In un DEX, le criptovalute non lasciano mai i wallet degli utenti finché non viene creato uno smart contract di acquisto/vendita.

 

exchange decentralizzati

Due modi di funzionamento dei DEX

  • Un modo è quello di creare dei token proxy (una risorsa che rappresenta la valuta fiat o cripto).
  •  Un altro modo è utilizzare un sistema decentralizzato di deposito a garanzia multi-firma (multi-signature escrow).

 

Questo crea un sistema dove non viene implicata la fiducia che vuol dire che l’utente non deve affidare i suoi fondi a nessuna terza parte per poter effettuare la transazione. È l’utente che ha il pieno controllo dei fondi e quindi non è a rischio di attacchi hacker. Oltre a questo, l’utente non è obbligato a fornire dei dati personali per poter fare il trading perché gli exchange decentralizzati sono anonimi. Oltretutto, alcuni di questi exchange adottano la tecnologia degli atomic swaps che rende le transazioni istantanee.

La maggior parte di questi exchnage sono dei progetti nella fase di sviluppo, altri esistono già e delle funzioni verranno aggiunte a breve, altri ancora sono già stati messi in funzione diversi anni fa.

 

Elenco exchange decentralizzati DEX:

1. Altcoin.io

Altcoin.io DEX è sviluppato sulla blockchain di bitcoin, ma grazie ai suoi atomic swaps off-chain è possibile scambiare qualsiasi token con un qualsiasi altro, istantaneamente e con le commissioni vicine allo zero. Altcoin.io è sicuro, anonimo e facile in uso e, una volta che tutti gli sviluppi saranno terminati, sarà il candidato principale per essere il più utilizzato di tutti gli exchange decentralizzati. Anche se anche alcuni altri DEX adottano gli atomic swaps, solo altcoin.io porta questa tecnologia a livello superiore adottando gli atomic swaps tra diverse blockchain in modo che tutti i token di ethereum e di bitcoin blockchain possono essere scambiati e l’accoppiamento automatico off-chain degli ordini rende tutto il sistema istantaneo.

 

altcoin.io dex

2. Barter Dex

Barter Dex è un exchange di Komodo che implementa i cross-chain atomic swaps nelle transazioni. Il token principale della piattaforma è KMD. Barter DEX s’integra con Agama wallet creato sempre da Komodo. Barter DEX è uno degli exchange più promettenti. Non bisogna scaricare tutta la blockchain sul computer.

3. Waves Platform

Waves Platform – la piattaforma fondata nel 2016 ha un wallet multi-valute, l’exchange decentralizzato e uno strumento per rilasciare i token. Ogni utente ha un wallet personale e riceve una certa percentuale sul bilancio totale del proprio portafoglio. Waves prende una piccola commissione fissa su ogni ordine effettuato. In autunno, Waves rilascerà un hardware wallet mentre gli atomic swaps saranno implementati entro estate. Waves permette anche di creare un proprio blockchain token e scambiarlo sulla piattaforma. Waves collabora con Deloitte a partire dal 2017. Al giorno d’oggi, Waves DEX permette di scambiare 72 criptovalute differenti. La piattaforma permette di minare Waves, è facile in uso e utilizza i gateway che consentono il deposito e il prelievo di valute fiat. Gli ordini vengono accoppiati automaticamente in modo da rendere lo scambio veloce.

4. Kyber

Kyber Network è un DEX designato per fare il trading e la conversione di bitcoin, ethereum e dei token ICO. Gli scambi avvengono on-chain con una sola conferma. La liquidità è alta perché viene mantenuta una riserva di tutti i token che contribuisce anche all’accuratezza del prezzo dei token. Kyber permette anche il trading dei derivati come anche di prestare le monete ad una percentuale fissa guadagnando con questo dei profitti sulle monete che vengono tenute nel portafoglio per un lungo periodo. Nel 2019 Kyber supporterà anche il cross-chain trading.

5. Bitshares

Bitshares utilizza le smartcoins e cioè bitUSD, bitEUR, bitCNY e altre. Questi token digitali rappresentano lo stesso valore della risorsa fisica sottostante. Quindi 1 bitUSD in questo portafoglio vale 1$ e può essere riscattato in quanto tale. Ognuno di questi token è supportato dalle azioni della società di BitShares (BTS) bloccate come garanzia e disponibili per scambio al prezzo corrente. BitShares ha le commissioni basse, contate in frazioni di BTS, bassi costi di prelievo come anche il trading sui derivati, ma i volumi e la liquidità sono ancora bassi.

6. OmiseGo

OmiseGo è una tecnologia finanziaria basata sull’ethereum che comprende OmiseGo SDK (Software Development Kit), un exchange decentralizzato e una blockchain OmiseGo. OmiseGo implementa una tecnologia chiamata Plasma il cui scopo è risolvere il problema della scalabilità che appare quando milioni di utenti effettuano delle transazioni e che permette di scambiare fiat e criptovalute. Il wallet supporta una vasta gamma di valute fiat e di criptovalute mentre la tecnologia SDK permette interoperabilità dei wallet. I token OMG sono la valuta nativa della blockchain OmiseGo e vengono utilizzati per premiare chi mantiene la blockchain. Il principale scopo di OmiseGo è quello di connettere diversi sistemi di pagamento con il DEX in modo da permettere di scambiare qualsiasi valuta, in qualsiasi parte del mondo, a basso costo e senza troppi passaggi.

7. CounterParty

CounterParty è la prima piattaforma di trading peer-to-peer decentralizzata, creata sulla blockchain di bitcoin che permette lo scambio di criptovalute senza un mediatore e senza rischio. L’ordine creato sulla piattaforma ha una data di scadenza. CounterParty possiede anche la possibilità di scommettere su degli eventi sportivi e il mercato dei derivati. Sul DEX è possibile scambiare qualsiasi token direttamente dal wallet CounterWallet. XCP è il token della piattaforma. Siccome le transazioni avvengono sulla blockchain di bitcoin richiedono un po’ di tempo prima di essere confermate e anche le commissioni si avvicinano a quelle delle transazioni sugli exchange normali. CounterParty però, ha implementato la tecnologia dei canali di pagamento (Payment Channels)  che permette di inviare e ricevere bitcoin velocemente e con le commissioni basse anche sui pagamenti molto piccoli. CounterParty sta lavorando sull’implementazione di atomic swaps e di Lightning Network

8. Omega One

Omega One ha un wallet con non-custodial smart contracts che significa che i trader non sono esposti al rischio che l’exchange faccia da controparte nelle transazioni e adotta anche l’accoppiamento automatico degli ordini. Omega One DEX permetterà gli atomic swaps e il trading di token sviluppati su diverse blockchain in modo da poter scambiare qualsiasi token con un qualsiasi altro. Il token della piattaforma è OMT e può essere utilizzato per pagare le commissioni. Quelli in possesso di tanti OMT avranno l’accesso preferenziale nel trattamento della liquidità e le commissioni sulle transazioni scontate. Omega One garantirà alta sicurezza e liquidità.

8. Air Swap

Air Swap è un DEX peer-to-peer per scambiare i token ERC20 sulla blockchain ethereum. È un modello P2P rivoluzionario che non prevede account utente perché le identità saranno nascoste e non ci sarà nemmeno una parte centrale coinvolta nelle transazioni.

9. Bisq (BitSquare)

Bisq (BitSquare) è un exhange P2P decentralizzato costruito sulla blockchain di bitcoin. Permette di comprare e vendere le valute nazionali in cambio di bitcoin o di altre altcoin. È anonimo in quanto non serve un account per fare il trading, tutti i dati vengono conservati localmente e tutte le comunicazioni sono crittografate e passano da Tor. È ottimo se l’anonimato è tutto ciò che conta, ma certe volte la liquidità è bassa. Bisq supporta 126 criptovalute differenti

 

 

10. CryptoBridge 

CryptoBridge DEX è stato costruito sulla blockchain di graphene, la stessa utilizzata da Bitshares. Supporta il trading decentralizzato di tutte le altcoin più popolari. CryptoBridge si differenzia da Bitshares per l’utilizzo di un software getaway multi-signature che opera in più continenti e che consente l’emmissione e il ritro delle monete supportate in modo sicuro. Bitshares invece ha solo un getaway centrale quindi i depositi e i prelievi dipendono da Bitshares. CryptoBridge possiede un proprio token BridgeCoin BCO. Ogni utente trae 50% di profitto attraverso Profit Staking. Questo token è minabile e permette anche di risparmiare sulle commissioni quando si usa BCO nel trading. Per registrare l’account serve solamente un username e la password. CryptoBridge supporta per adesso 21 criptovalute differenti.

 

CryptoBridge dex

11. Stellar

Stellar è una criptovaluta sviluppata sulla blockchain di stellar ed è anche un exchange decentralizzato StellarDEX. Ci sono 6 criptovalute presenti su questo DEX. Per attivare l’account e cominciare a fare il trading l’utente viene chiesto un deposito di 20 Stellar Lumen.

12. Bancor Network

Bancor Network è stato sviluppato sulla blockchain di ethereum. La valuta della piattaforma è Bancor Network Token BNT e può essere scambiata con un qualsiasi altro token presente sul DEX. Il wallet di Bancor Network può conservare qualsiasi token ERC20. È possibile convertire tutti i token direttamente dal wallet, in modo istantaneo e al prezzo calcolato matematicamente e in modo trasparente. Bancor funziona con wallet Web3.

 

bancor network dex

13. 0x

0x è un exchange decentralizzato che assomiglia molto a EtherDelta. Non viene adottato accoppiamento automatico degli ordini, ma piuttosto viene creato un ordine e un contrordine che vengono sottoscritti e inviati alla blockchain. Lo smart contractor esegue la transazione trasferendo i fondi tra due utenti che hanno preso parte in questa transazione. 0x utilizza dei token ZRX per pagare le commissioni sulle transazioni e per la governance del sistema. La mancanza di accoppiamento automatico consente l’arbitraggio in-market, cosa che rende la piattaforma poco attrattiva agli utenti onesti. La mancanza di accoppiamento automatico rende le transazioni troppo esposte all’influenza di 0x stesso. Un altro limite di 0x è che supporta solamente i token basati sulla blockchain di ethereum quindi non è possibile scambiare bitcoin, litecoin o altri token sviluppati sulla blockchain di bitcoin.

14. BitBay

BitBay è l’exchange decentralizzato che utilizza atomic swaps, smart contract infrangibili e permette il trading fiat/criptovalute senza un getaway o derivati. BitBay elimina completamente le commissioni perché le transazioni avvengono tra due persone. La transazione è assicurata dal deposito a garanzia che ogni utente deve fare. Questo sitema di double deposit trustless escrow elimina completamente il rischio dalla transazione.

15. EtherDelta

EtherDelta può essere scaricato da GitHub. È un DEX molto popolare perché permette di comprare e vendere i token ICO, molti dei quali sono basati sull’ethereum, ma il processamento degli ordini è abbastanza lento e questo ritardo aumenta il rischio che più trader competono per lo stesso ordine. Solo un trader può “vincere” questa competizione e tutti gli altri devono pagare i costi sotto forma di gas. EtherDelta, supporta solamente i token basati sulla blockchain di ethereum quindi non è possibile scambiare bitcoin o litecoin.

Non importa quanto si ama bitcoin e criptovalute in generale, il denaro è ancora il re ed è difficile aggirarlo. Tutti gli exchange decentralizzati consentano agli utenti di scambiare criptovalute per criptovalute, il sistema è praticamente isolato dalle valute legali e solo alcuni integrano i getaway per permettere l’entrata e l’uscita di valute tipo fiat. Alcuni progetti come Waves, Barter DEX, Bitshares offrono token a tasso fiat che si possono trasformare in denaro reale (e viceversa) ma richiede sempre un gateway centralizzato.

Exchange completamente Peer-to-Peer come LocalBitcoins e Paxfull permettono agli utenti di creare velocemente l’account e scambiare criptovalute sia di persona sia utilizzando i più svariati metodi di pagamento come carte di credito e di debito, Skrill, Neteller, PostePay, bonifici bancari e altri.

Se il pagamento avviene sulla piattaforma, viene tenuto in un deposito a garanzia e i bitcoin vengono rilasciati al compratore. Su LocalBitcoins è possibile comprare solamente bitcoin mentre Qvolta platform ha anche ether, monero e altri.

Gli exchange P2P sono sicuri, ma può capitare che un utente malintenzionato sfrutti PayPal, Skrill o altri metodi di pagamento rimborsabili per tenere sia i bitcoin che i soldi.

Oltre allo scambio su delle piattaforme lo scambio di criptovalute avviene tramite dei gruppi Facebook dedicati. Le persone postano la quantità di bitcoin che possono comprare o vendere, negoziano il prezzo e lo scambio avviene o di persona o tramite metodi di pagamento più svariati.

Gli exchange centralizzati sono destinati a scomparire, anche se non sarà una cosa istantanea. Non è neanche detto che i DEX prendano subito il loro posto. Lo scenario più probabile è la coesistenza di exchange P2P e DEX. Gli exchange P2P saranno la via preferenziale per scambiare le valute fiat con criptovalute, ma lo scambio di diverse criptovalute avverrà poi direttamente sui DEX. Solo quando l’adozione delle valute virtuali diventerà diffusa i DEX saranno i principali attori nel trading delle criptovalute.

 

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Se abbiamo omesso qualche exchange, per favore, faccelo sapere nella sezione dedicata ai commenti.

Tron è una truffa o un investimento valido?

Tron ha finalmente respinto le critiche con la prima partnership importante con una società prominente quotata in borsa, il Baofeng Group. Prima del annuncio, il prezzo di Tronix TRX era calato a 0.09926$, ma la notizia della partnership ha fatto alzare il prezzo solo per poco. Il massimo del giorno era 0.13685$. Di solito, quando viene dichiarata una collaborazione con delle compagnie quotate in borsa, il prezzo delle ICO sale di percentuali contante in centinaia. Questa volta non è successo e ne cercheremo il motivo.

 

tron trx

 

Il 10 gennaio 2018 Justin Sun, il CEO di Tron ha annunciato che il gruppo Baofeng sarà il partner di Tron. Boafeng è una compagnia cinese quotata dal 2015 nella borsa di Shenzhen e con un valore di mercato di 8 miliardi CNY. Boafeng.com è un gigante spesso comparato a Netflix in quanto sul suo portale audio e video vanta una base di 200 milioni di utenti (Netflix ne ha 100mln).

 

La partnership tra Tron e Boafeng prevede la collaborazione:
  • alla distribuzione di nodi completi nella rete blockchain
  • all’integrazione della blockchain con l’industria dell’intrattenimento online
  • alla creazione di comunità open source di blockchain

Questa collaborazione aprirà una nuova era d’intrattenimento online basato sulla blockchain.

La partnership però, non ha avuto l’effetto sperato o, almeno, non immediato. È stata annunciata nel momento di una maggiore tempesta d’accuse nei confronti di Tron.

Alcuni giorni prima, Tron è stato accusato del plagio del whitepaper, del non avere un prodotto e quindi di condurre un’ICO su una promessa piuttosto che su un prodotto e della presunta vendita di 6 miliardi Tronix TRX da parte del fondatore, Justin Sun.

 

 

Tron ha un prodotto da vendere?

Su Twitter si è sparsa la notizia che Tron non ha un prodotto, che la sua ICO è stata condotta sulle promesse e nient’altro. Il prezzo di Tronix è subito crollato anche se la notizia era, in realtà, infondata. Tron ha un progetto e ha rilasciato il codice open source su GitHub in modo tale che ognuno lo possa vedere.

 

progetto di tron trx

 

 

Il whitepaper di Tron è stato frutto di plagio?

Un utente di Twitter ha dichiarato che la copia inglese del whitepaper di Tron è in parte copiata dai progetti di altre compagnie come IPFS e Filecoin senza nessuna fonte riconducibile a queste compagnie.

 

 

 

 

Tron non è di certo l’unica azienda ad avere copiato il progetto altrui e, sopratutto, non unica nel mondo delle ICO cha, alla fine, non sono regolamentate da nessuno. Ciò non giustifica il fatto che il plagio è da condannare.

Justin Sun ha subito risposto alle accuse dicendo che la versione originale del whitepaper è stata scritta in cinese e che conteneva tutte le referenze mentre le versioni tradotte in altre lingue sono state tradotte da vari volontari che le hanno ommesse.

Justin Sun ha venduto tutti i suoi TRX?

Nell’ultimo mese, un ethereum wallet ha venduto oltre 6 miliardi TRX. Qualcuno ha cercato di attribuire questo wallet a Sun creando con questo dei rumour che il proprietario di Tron cercherebbe di sbarazzarsi di tutto ancora prima che venga fuori la notizia che Tron sarebbe solamente una truffa.

Sun ha prontamente risposto a queste accuse dicendo che  l’account che è stato utilizzato per vendere TRX sull’exchange Gemini non è né suo né della fondazione Tron, ma che appartiene a un investitore privato che utilizza l’account per incrementare la liquidità di TRX piuttosto che per venderelo.

 

Queste e altre accuse minori erano la causa principale della perdita della fiducia in Tron che si è tradotta nella vendita e il crollo dei prezzi di Tronix. Sappiamo tutti che una volta che si perde la fiducia, ci vuole del tempo per riacquistarla. Non difendiamo né la compagnia né il suo fondatore, ma piuttosto cerchiamo di presentare i fatti così come stanno.

Non c’è dubbio che dietro al Tron non ci sono basi solide sulle quali costruire. È una startup e come tale ha bisogno di crescere. Le startup sono idee sviluppate da dei visonari e Justin Sun è la chiave del progetto. Con il suo background e le sue connessioni potrebbe far diventare Tron una compagnia enorme.

 

Non dimentichiamoci che il mercato principale di TRX è la Cina ed è lí che Tron si svilupperà e troverà il supporto. La Cina è un paese chiuso alle interferenze esterne e le compagnie che vi operano devono avere prima l’approvazione del governo e la Peiwo app, che è l’applicazione base di Tron, l’ha avuta. Con il permesso del governo cinese, la prima partnership importante e la potenziale partnership con il gigante del commercio online, Alibaba, Tron potrebbe dare delle soddisfazioni ai suoi investitori. 

Altre partnership di Tron includono Game.com – una piattaforma di gaming.

come anche Obike, Gifto e Peiwo app, il corrispettivo di Snapchat cinese, che è di proprietà di Justin Sun.

 

 

Justin Sun non si ferma qui avendo annunciando che altre collaborazioni importanti sono in arrivo. In questi giorni verrà annunciata una collaborazione con un’azienda spaziale innovativa ed è meglio che tutti si assicurino di avere qualche TRX nel proprio portafoglio.

Puoi acquistare Tronix sull’exchange utilizzato da milioni di persone – Binance o su hitBTC che ha centinaia di token e non richiede la verifica dell’account se non utilizzi valute tipo fiat.

 

 

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Exchange decentralizzati sono la fine di Binance, Coinbase e altri exchange centralizzati

Gli exchange centralizzati come Binance, Coinbase o the Rock Trading mettono a rischio i soldi degli investitori. Gli exchange decentralizzati (DEX) sono perciò il futuro dello scambio delle criptovalute mentre l’implementazione della tecnologia degli Atomic Swaps metterà i fondi degli utenti al sicuro e ne ridarà il pieno controllo al proprietario.

 

L’insicurezza degli exchange centralizzati

A cominciare dai primi anni dell’esistenza di bitcoin, gli exchange hanno subito numerosi attacchi hacker, dei furti spesso eseguiti dai proprietari o dai dipendenti degli exchange stessi, perdite dovute agli errori umani e così, centinaia di migliaia di bitcoin, se non addirittura qualche milione sono stati rubati dai portafogli degli utenti. La maggior parte di tutti i bitcoin rubati non sono mai stati restituiti e i clienti non sono mai stati rimborsati.

Le borse di scambio di criptovalute sono il principale target di hacker che, con il prezzo di bitcoin che a dicembre 2017 ha sfiorato 20.000$, vogliono fare soldi facili. Questi hacker non fanno altro che trovare una vulnerabilità nel sistema degli exchange o nei cloud wallet delle compagnie sulle quali si appoggiano per avere tutti gli indirizzi con i bitcoin a portata di un click.

Dal grande numero di questi hack si deduce che è troppo facile trovare le debolezze nel sistema e che i fondi degli investitori sono troppo esposti al rischio.

Ma i rischi non finiscono qui perché quando una persona si registra su uno degli exchange centralizzati (Binance, Coinbase, Bittrex, the Rock Trading, Bitpanda, cex.io, Bithumb, hitBTC, Kucoin, Cryptopia e altri), non sta a vedere chi è il fondatore, quali protocolli di sicurezza usa, come e dove vengono conservati i depositi o qual’è il piano nel caso d’interruzione del servizio. Gli exchange spesso tengono all’oscuro i clienti riguardo a queste questioni e il cliente si fida perché è stato insegnato di avere fiducia nelle istituzioni finanziarie.

Oltre alle criptovalute, gli hacker puntano anche ai dati che vengono accumulati nei database delle compagnie di scambio. Per poter acquistare bitcoin, ethereum o un’altra valuta digitale, l’utente deve fornire dei dati personali, delle password e dei documenti. Sono dati sensibili che, una volta rubati, potrebbero essere utilizzati per compromettere gli account creati su altri siti web. È già successo nel passato ed è destinato a ripetersi.

 

altcoin.io dex atomic swaps

Exchange decentralizzati DEX

Lo scopo principale degli exchange decentralizzati è quello di decentralizzare il rischio facendo passare la valuta digitale dal venditore al compratore senza che ci sia bisogno di un intermediario (exchange). Tutto ciò direttamente dai wallet e basato sul modello trustless. Meno parti coinvolte nella transazione, più è sicura.

I DEX fanno proprio questo: mettono il venditore e il compratore nella condizione di fare la transazione diretta P2P. Alla fine lo scopo originale del protocollo bitcoin era proprio questo – il trasferimento diretto dei fondi tra due persone. I DEX vogliono quindi ripristinare la situazione originale del bitcoin.

Anche se tanti sentono parlare di exchange decentralizzati solo da poco tempo, essi sono stati presenti a partire dal 2015. BitShares DEX, Coinffeine e OpenLedger vantano il primato mentre EtherDelta, 0x, Kyber Network e AirSwap sono apparsi più tardi. A questo elenco si aggiunge anche LocalBitcoins comunemente usato da milioni di persone da tutto il mondo.

Sicurezza, trasparenza, anonimato, continuità del servizio senza disconnessione dal server o inattività per mantenimento sito, controllo sui propri investimenti sono i vantaggi più importanti che riguardano gli exchange decentralizzati.

Mentre la sicurezza di questi exchange è migliore, anche questi non sono perfetti.

La maggior parte dei DEX memorizza le chiavi private degli utenti sui contratti smart di ethereum (utilizzando lo standard ERC20) e facendo affidamento sugli ordini fuori catena (off-chain) per soddisfare le operazioni richieste. Questo però restringe il numero di token commerciabili e rallenta tutto.

L’attacco hacker al DAO, un software in esecuzione sulla rete ethereum, ha provato che, mentre i contratti smart sono più sicuri degli exchange centralizzati, anche loro sono esposti al rischio di essere rubati.

Ma la soluzione a queste problematiche c’è e si chiama Altcoin.io. Altcoin.io è per adesso l’unico exchange decentralizzato che ha tutte le caratteristiche per essere il più sicuro exchange di criptovalute al mondo. Grazie all’implementazione della tecnologia degli Atomic Swaps, altcoin.io rende possibile ciò, che gli altri non sono mai riusciti a fare.

 

comparazione tra exchange centralizzati, DEX e altcoin.io
Comparazione tra exchange centralizzati, DEX e altcoin.io

Cosa sono gli Atomic Swaps (scambi atomici)?

Gli scambi atomici cross-chain, sono scambi di una criptovaluta con un’altra criptovaluta senza la necessità di fidarsi di una terza parte (exchange).

La tecnologia degli Atomic Swaps è stata pensata già nel 2013, ma solo negli ultimi mesi sono stati fatti dei test e il 19 settembre 2017 il primo on-chain atomic swap è stato fatto tra Decred e Litecoin.

Uno scambio atomico è atomico nel senso che se lo scambio non ha successo, nessuna delle parti perde. Lo swap ha luogo o non avviene proprio – non ci sono mezze misure. Esistono due tipi di Atomic Swaps: on-chain e off-chain. Gli swap su catena (on-chain) sono ottimi, ma gli swap fuori catena (off-chain) portano questo concetto a un altro livello in quanto sono quasi istantanei, privati e richiedono quasi zero commissioni.

Atomic Swaps utilizzano contratti hash time-locked o HTLC. Questi assicurano che nessuna delle parti possa prendere i fondi offerti senza prima offrire i propri.

Un esempio pratico della transazione sarebbe questo:

Alice invia BTC a Bob, Bob invia il suo ETH e ciascuno dichiara di ricevere le sue nuove monete confermando un codice crittografico emesso dall’HTLC. Se invece nessuno dei due o solo uno conferma il codice entro un determinato periodo di tempo, entrambe le monete ritornano ai loro proprietari originali e lo scambio viene annullato.

 

 

Atomic Swaps on-chain

Lo scambio atomico on-chain è quello che avviene sulla stessa blockchain. Il primo on-chain Atomic Swap è stato fatto tra Decred e Litecoin. Decred ha poi annunciato il suo successo e successivamente ha rilasciato il codice open-source per permettere a tutti gli altri di costruire sul loro successo.

Il 7 ottobre 2017 altcoin.io ha completato il primo Atomic Swap che coinvolgeva ethereum e bitcoin e mentre i primi swaps erano stati effettuati sulla stessa blockchain, questo scambio  tra ERC20 token (ethereum) e bitcoin è stato più complicato.

 

 

Altcoin.io ha rilasciato il primo Atomic Swap wallet che permette di scambiare in modo automatico bitcoin ed ethereum sulla testnet.

Lo scambio atomico on-chain richiede circa 2-3 minuti per essere completato. Questo ritardo non può essere accettano in quanto per avere successo, un exchange decentralizzato deve per forza avere le transazioni istantanee e le commissioni vicine allo zero. I trader di criptovalute sanno bene quanto è volatile questo mercato e quanto prezioso può essere ogni minuto.

Atomic Swaps off-chain

Il 16 novembre 2017 è stato fatto attraverso il Lightning Network il primo Atomi Swap off-chain.

Il Lightning Network è un protocollo che permette alle persone di scambiare le criptovalute off-chain con la frequenza che vogliono. Se due persone fanno più volte delle transazioni tra di loro, il LN prevede che la registrazione di queste transazioni sulla blockchain può essere bypassata e che possono essere portate off-chain.

Si crea un canale di pagamento tra queste persone e l’apertura viene registrata sulla blockchain. In questo modo si può effettuare innumerevoli transazioni per un periodo indefinito e nulla verrà più registrato sulla blockchain. La prossima volta che si toccherà la blockchain sarà solamente quando il canale di pagamento verrà chiuso. Sarà allora che lo status finale delle transazioni verrà scritto sulla blockchain.

In questo modo si può creare un network di canali di pagamento e, siccome la blockchain verrà toccata solo di rado, queste transazioni avverranno in un lampo.

Oltre alla velocità, il Lightning Network da il vantaggio delle commissioni basse in quanto vengono contate solo le commissioni per la chiusura del canale e non per transazione.

Una volta che altcoin.io riuscirà a fare Atomic Swaps off-chain sulla blockchain di ethereum, sarà possibile scambiare automaticamente qualsiasi token con un qualsiasi altro e non importa sulla quale blockchain essi saranno. Tutto ciò in modo istantaneo, sicuro e con le commissioni minime.

Altcoin.io è un exchange decentralizzato unico perché, grazie all’utilizzo del motore di corrispondenza degli ordini di scambio atomico, sarà possibile operare in due modi. O impostando il proprio prezzo token o utilizzando un valore di mercato equo calcolato utilizzando il prezzo di altri mercati. Questo consentirà di listare monete di nicchia che non possono essere scambiate su altre borse. In questo modo si otterrà una più ampia selezione di monete da scambiare ma a prezzi inferiori rispetto alle altre borse. Il trader finalmente avrà tutti i token possibili su un unico exchange e non dovrà più aprire account multipli su exchange diversi come lo fa adesso.

 

L’anno 2018 vedrà uno sviluppo veloce di exchange decentralizzati completamente autonomi che opereranno sul modello trustless eliminando la possibilità che una situazione come quella del crollo di Mt. Gox possa più succedere. Le regolamentazioni sempre più stringenti degli exchange centralizzati faranno sì, che la gente si sposterà sui DEX aumentando la loro liquidità.

 

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Tron con la sua criptovaluta Tronix (TRX) è il futuro di Internet

Mentre bitcoin, ripple ed ethereum stanno in cima alla classifica delle criptovalute più popolari e con la capitalizzazione del mercato maggiore, TRON con il suo Tronix (TRX) che è una criptovaluta emergente ha guadagnato circa il 500% a dicembre dell’anno scorso e quasi 10.000% in pochi mesi. Tron ha adesso 11 miliardi di euro di capitalizzazione del mercato e ha superato di poco quello di litecoin.

 

Tron e la criptovaluta tronix TRX

 

Che cos’è Tron?
TRON è un protocollo decentralizzato basato sulla tecnologia blockchain che mira a costruire un sistema d’intrattenimento gratuito globale con storage distribuito. Il protocollo consente a ciascun utente di pubblicare, archiviare e possedere i dati liberamente e nella forma autonoma e decentralizzata. Il protocollo Tron decide anche la distribuzione, l’iscrizione e la spinta dei contenuti e consente ai creatori di contenuti di rilasciare, diffondere e gestire risorse digitali, formando così un decentralizzato ecosistema di contenuti d’intrattenimento.

Tutto ciò sarà facilitato da Tronix, la valuta della rete Tron. Tron ha lo scopo di funzionare come un’economia globale alternativa nella quale saranno gli utenti ad avere il controllo del contenuto, dei servizi e della criptovaluta.

 

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Qual’è lo scopo di Tron?
Chi ha progettato Tron, è un vero genio e un uomo con un piano e, come gli investitori nelle criptovalute ben sanno, il progetto e il piano che stanno dietro ad una criptovaluta è la misura del suo futuro successo. Il creatore di Tron è il 26-enne Justin Sun che è stato incluso da Forbes nella lista dei 30 più brillanti giovani imprenditori. Sun vuole ovviare al principale problema d’Internet che è la concentrazione del traffico nei principali centri come Facebook, Google, Amazon, Netflix.

Il problema con queste compagnie sta nel fatto che l’utente crea i contenuti come ad esempio le foto, i video, gli audio e altri tipi di dati e li regala alle compagnie che li monetizzano. Le compagnie raccolgono tutti questi dati e li vendono sui propri siti oppure li vendono ad altri. Questo fatto per tanti non costituisce nessun problema, ma spesso non si rendono conto che una volta che il loro materiale è su una di queste piattaforme, non sono più padroni di questi contenuti.

Tron è la soluzione perché è la base di un protocollo completamente nuovo ed innovativo.

Il protocollo prevede che:

  • I dati sono archiviati nei frammenti attorno alla rete fornita dai minatori che, in questo modo, decentralizzano Internet.
  • È un’economia autosufficiente nella quale tutti forniscono un po’ di spazio alla rete in cambio di Tronix (TRX) e in cambio questi Tronix verranno utilizzati dall’utente stesso per consumare l’intrattenimento.
  • In questo modo i fornitori d’intrattenimento cioè di contenuti potranno realisticamente generare entrate affidabili basate sulla popolarità dei loro contenuti.

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Tron e Tronix (TRX)

Il token della piattaforma Tron, Tronix, traccia i comportamenti d’intrattenimento degli utenti e condivide i dati di credito con le app all’interno della rete Tron.

TRX ha ulteriori valori di archiviazione e identificazione delle informazioni, con il tracciamento sull’acquisizione dell’utente e sulla spesa TRX archiviati nella blockchain. Le informazioni di base saranno accessibili da tutte le app Tron, fungendo da unica credenziale per gli utenti di giocare nel sistema di intrattenimento globale.

Mentre Tron supporterà tutti i tipi di valute virtuali, come valuta ufficiale della piattaforma, TRX sarà utilizzato per la conversione e la circolazione delle criptovalute dell’intero mondo in Tron.

Sun ha detto: “Siamo molto fiduciosi che Tron raggiungerà l’obiettivo di un milione di portafogli registrati entro un anno. Il primo milione di utenti registrati verrà premiato con numerosi token TRX registrandosi sulla piattaforma Tron. ” La rete tron ha già oltre 10 milioni di utenti con i wallet.

 

Le infrastrutture fornite dalla rete Tron:

  • Piattaforma di contenuti di alta qualità
  • Rete sociale che permetterà di connettersi con tutti gli utenti di Tron
  • Criptovaluta che servirà la rete Tron – Tronix (TRX)
  • Rete di pagamento
  • Sistema autonomo e autosufficiente

Perché Tron ha il futuro?
Anche se la notizia non è stata ancora confermata, Tron è vicino alla partnership con Alibaba, il gigante tech cinese. Se la partnership avverrà, questo sarà possibile grazie alle connessioni tra il team di Tron e Alibaba.
Justin Sun, il CEO di Tron, ha frequentato la Hupan University il cui presidente è Jack Ma. Jack Ma è anche il fondatore di Alibaba e ha personalmente selezionato Sun per attendere la sua università. Sun era in passato il Chief Representative di Ripple ed è anche il fondatore di Peiwo, una community di contenuti audio con più di 10 milioni di utenti.
Un’altra connessione ad Alibaba è Zhao Hong che era il capo di data mining ad Alibaba.
Ci sono anche dei personaggi importanti che sono i maggiori influencer del mercato cinese come Weixing Chen, il fondatore di Kuaidi – il corrispettivo di Uber cinese o Wang Lifen, che ha fatto Jack Ma famoso.
Nel team di Tron stanno altre persone influenti il cui effetto sul progetto sarà indiscutibile.
Anche se la partnership con Alibaba non dovesse accadere per un qualche motivo, il team di Tron è abbastanza forte ed esperto da poter sviluppare il progetto in maniera brillante.

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Attacchi hacker agli exchange di bitcoin e criptovalute, truffe e perdite

Più il prezzo del bitcoin cresce, più hacker mirano alle piattaforme di bitcoin exchange, alle piattaforme di mining di criptovalute e ai portafogli digitali, i cosiddetti wallet.

Il prezzo del bitcoin ha subito nel 2017 una variazione del 1.300% partendo da quasi 1000$ e sfiorando 20.000$. È proprio questo aumento del valore la causa principale di attacchi cibernetici. I soldi assurdi che vengono pompati nel mercato delle criptovalute rendono questa industria la più esposta alle azioni malintenzionate di hacker. Gli exchange, le ICO, il mondo degli imprenditori libertari e dei programmatori idealisti si scontrano così con la fredda realtà di un mercato non regolamentato, in cui una virgola nel codice malmessa può eguagliare al disastro e permettere agli hacker di saccheggiare apparentemente a volontà.

 

A cosa mirano gli hacker?

Gli hacker mirano a rubare i soldi dalle piattaforme di trading, dai portafogli digitali dove vengono custoditi i bitcoin, dalle piattaforme di mining di criptovalute, ma non solo. I computer della gente sono spesso presi di mira dai malware che usano i computer per minare le criptovalute a loro insaputa. Gli hacker puntano anche agli smartphone creando delle applicazioni dei portafogli digitali finti oppure cercano di forzarli direttamente. I malintenzionati utilizzano anche il metodo di phishing e di social engineering per ottenere i dati necessari per accedere alle password segrete.

bitcoin hacker

Metodi utilizzati da hacker per rubare bitcoin o altre criptovalute

 

  • installazione mining malware – secondo un rapporto di Symantec, un’azienda di sicurezza, l’attività dei mining malware è in netto aumento. Un hacker può nascondere il codice dannoso su un sito web e gli utenti del sito diventano minatori di criptovalute senza rendersene conto. Il processo di mining richiede tanta potenza che proviene dai computer e minare bitcoin con un semplice pc non è più redditizio, ma ci sono tante criptovalute come monero, ethereum, electroneum che si possono minare con questo metodo. Il 18 dicembre 2017 gli hackers hanno utilizzato circa 190.000 siti WordPress all’ora per installarvi il miner di monero. Questo è stato l’attacco più imponente contro il quale Wordfence, un’azienda di sicurezza di WordPress, ha mai dovuto combattere. “Questa è la campagna più aggressiva che abbiamo visto fino ad oggi, con un picco di oltre 14 milioni di attacchi all’ora”, ha detto Mark Maunder, il CEO e il fondatore di Wordfence. Da questa attività criminale, gli hacker hanno fatto circa 100.000$, ma la cifra potrebbe essere molto più alta.

 

  • creazione dei finti portafogli digitali – per poter acquistare bitcoin, l’utente ha bisogno di creare un account su un portafoglio digitale o wallet. Questo portafoglio serve a ricevere, inviare e depositare i bitcoin. Creando dei wallet falsi, gli hacker mirano alla gente che non si rende conto della differenza tra legittime società e le applicazioni false. Un’azienda di sicurezza Lookout ha scoperto che su Google Play Store c’erano tre finte applicazioni di bitcoin wallet con migliaia di persone che le avevano scaricate. Google ha provveduto a eliminarle dal negozio.

 

  • rubare dalle piattaforme di mining legittime – le piattaforme come NiceHash permettono alla gente di generare le criptovalute utilizzando la potenza dei loro computer. Tramite una simile piattaforma, una persona interessata al mining di una criptovaluta deve solamente inserire l’indirizzo del proprio wallet nella finestra di un pool per cominciare a minare una data criptovaluta. Il 6 dicembre del 2017 NiceHash è stato derubato da hacker e circa 4.736,42 bitcoin (68 mln $) sono scomparsi nel nulla. Milioni di portafogli digitali che usavano NiceHash, sono stati svuotati e i fondi sono stati trasferiti su un unico indirizzo. Il 29 luglio 2017 il hot wallet di una delle più grandi compagnie di cloud mining, Genesis Mining, è stato attaccato e i fondi sono stati rubati. In questo caso però, l’attacco è stato subito scoperto e una parte di bitcoin recuperata.

NiceHash attacco hacker

  • attaccare i portafogli digitali – a novembre 2017, il mondo delle criptovalute è rimasto scioccato dalla notizia che riguardava l’ethereum. 280.000.000$ sono rimasti bloccati nei portafogli multi-signature di Parity. Il blocco è avvenuto dopo che un utente ha cancellato accidentalmente una parte del codice. Ci sono dei presupposti per pensare che non è stato un incidente, ma un attacco mirato sui portafogli digitali di Parity. Quattro anni prima, in 2013 sono avvenuti due attacchi importanti ai servizi di wallet e un totale di 5.395 bitcoin è stato portato via dai portafogli degli utenti di Inputs.io e BIPS.

 

  • attaccare i computer degli utenti – nel lontano giugno 2011, un utente del forum BitcoinTalk dall’alias Allinvain è stato la prima singola persona che ha subito una grande perdita di bitcoin come risultato di un hack. Qualcuno ha rubato dal suo portafoglio digitale 25.000 bitcoin che all’epoca valevano circa 500.000$, ma che al tempo di scrittura  di questo articolo valgono circa 400.000.000$. La criptovaluta è stata rubata dopo che gli hackers sono riusciti ad entrare nel computer Windows di Allinvain.

 

  • attaccare gli exchange di criptovalute – il primo caso di attacco cibernetico a un exchange è stato quello di Mt Gox dopodiché ne sono seguiti tanti altri.

 

  • attaccare compagnie di server hosting – a marzo 2012 sono stati rubati circa 46.000 bitcoin da Linode. Le compagnie tipo Linode, forniscono servizi che permettono ai clienti di configurare ed eseguire macchine virtuali su server remoti. Alcuni usavano i server di Linode per operare i faucet o per generare nuovi bitcoin tramite una miner pool, altri per operare gli exchange come nel caso di Bitcoinica.

Elenco attacchi hacker agli exchange di criptovalute

 

  • Mt Gox, situato in Giappone, era la prima compagnia di scambio bitcoin con le valute tipo fiat ad aver subito un attacco hacker. Mt Gox possedeva il quasi-monopolio del mercato. Dal 2010 al 2014 disponeva del più del 70% di operazioni bitcoin mondiali. Il 19 giugno 2011 qualcuno che utilizzava un computer con l’indirizzo IP di Hong Kong ha compromesso un account di controllo della piattaforma Mt Gox e ha trasferito una grande somma di bitcoin sul proprio wallet per poi vendere immediatamente tutto il contenuto del portafoglio e facendo calare il prezzo della criptovaluta a un centesimo di dollaro. In questo hack sono stati coinvolti 8.750.000$ e il prezzo del bitcoin è tornato ai valori normali solamente dopo 18 mesi. In ottobre dello stesso anno è avvenuto un secondo attacco nel quale 2.609 bitcoin sono stati inviati su degli indirizzi non validi. Siccome nessuna chiave privata vi è mai stata assegnata, questi bitcoin sono andati persi. È stata esposta una vulnerabilità nel protocollo bitcoin. A febbraio 2014 sono apparsi dei problemi d’insolvenza di Mt Gox. Gli investitori aspettavano da mesi che le loro transazioni fossero processate, ma il 24 febbraio il sito web della compagnia è scomparso. Poco dopo, Mt Gox ha annunciato la bancarotta e il furto di circa 850.000 bitcoin. La WizSec, un’azienda di sicurezza giapponese, ha successivamente presentato l’evidenza che “la maggior parte o tutti i bitcoin mancanti sono stati rubati nel tempo direttamente dal hot wallet di Mt. Gox e a partire dalla fine del 2011”. Solo 199.999,99 bitcoin sono stati ritrovati in un portafoglio di Mt Gox da tempo inutilizzato.

attacco hacker a mt gox exchange

  • Bitcoin7 era il terzo più grande BTC/USD exchange. Il 5 ottobre 2011, la società ha segnalato un furto di 11.000 BTC che presumibilmente è stato fatto da un gruppo di hacker russi anche se tanti pensano che la violazione è stata un lavoro interno dei dipendenti successivamente scappati con i soldi.

 

  • Bitcoinica, una compagnia di trading online fondata nel 2011 da Zhou Hong che all’epoca aveva solo 17 anni, permetteva agli utenti di speculare sul mercato del contratto per differenza rispetto al tasso di cambio da bitcoin a USD. L’1 marzo 2012, Bitcoinica ha annunciato di aver perso 43.554 bitcoin dopo un attacco hacker subito da Linode, la compagnia di cloud server hosting alla quale si appoggiava. La seconda violazione di sicurezza durante la quale sono stati rubati 18.500 bitcoin è avvenuta l’11 maggio. Un hacker è riuscito a irrompere nel hot wallet (il portafoglio digitale online, connesso a Internet) di Bitcoinica attraverso un indirizzo email compromesso. La piattaforma ha dovuto cessare l’attività per sempre, ma il fatto che l’hacker ha cancellato anche il registro degli account utente, ha rallentato di molto le procedure di rimborso. Due mesi dopo, il 13 luglio, sono di nuovo scomparsi 40.000 bitcoin, ma stavolta dall’account Mt Gox di Bitcoinica, dove la compagnia teneva la porzione rimanente dei fondi degli utenti. Il furto è stato possibile perché la password utilizzata per accedere all’account su Mt Gox era uguale a quella di LastPass. L’hacker che ha violato la piattaforma di Bitcoinica in precedenza poteva usare la password per fare anche quell’ultimo attacco, ma considerando che il source code del server di Bitcoinica insieme alla password stessa era stato reso pubblico pochi giorni prima del tredici luglio, questo attacco poteva farlo chiunque.

 

  • BTC-E  Liberty Reserve era un exchange e una piattaforma di trading fondata a luglio del 2011 ed era molto popolare in Russia in quanto offriva lo scambio di varie criptovalute con ruble come anche con euro o dollaro. Il 31 luglio 2012 il BTC-E ha dichiarato di aver subito un attacco hacker che era riuscito a decifrare la sua chiave API segreta lunga 16 caratteri. BTC-E ha rivelato che circa 4.500 BTC sono stati persi e che poi sono stati restituiti ai clienti dai fondi rimanenti della compagnia.

 

  • Bitfloor era uno degli exchange americani che è stato costretto a chiudere dopo l’attacco subito a settembre del 2012. La rapina si è verificata il 4 settembre quando un utente malintenzionato ha effettuato l’accesso a un backup non crittografato delle chiavi del wallet facendo sparire 24.086 BTC. La piattaforma ha continuato le operazioni nella speranza di riguadagnare ciò che ha perso, ma alla fine ha dovuto chiudere in aprile 2013

attacco hacker a bitfloor
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  • Bitcash, un exchange fondato a luglio 2011 e basato in Repubblica Ceca, offriva ai suoi clienti non solo la possibilità di scambiare e comprare le criptovalute sulla piattaforma, ma anche un servizio simile a quello di LocalBitcoins.com dove gli utenti possono mettersi in contatto e scambiare bitcoin di persona. L’11 novembre 2013 Bitcash.cz ha dichiarato di avere subito un attacco cibernetico che ha coinvolto i portafogli di 4.000 utenti. Sono stati rubati circa 485 bitcoin del valore di 100.000$. La natura dell’attacco non è del tutto chiara.

 

  • BIPS, uno dei più grossi exchange danesi, è stato hackerato e più di 22.000 account sono stati svuotati per un totale di 1.295 bitcoin. Il 15 novembre 2013 gli hacker hanno lanciato su bips.me l’attacco Distributed Denial of Service (DDoS) che proveniva dalla Russia e dai paesi circostanti e due giorni più tardi si sono impossessati dei wallet degli utenti.

 

  • Bidextreme era un exchange polacco che il 18 novembre 2013 ha subito un furto di bitcoin e litecoin dal hot wallet della piattaforma. Non è mai stato svelato precisamente quanti bitcoin e litecoin sono stati rubati, ma la cifra si aggirava intorno al 20% dei fondi totali.

 

  • Picostocks, il primo mercato azionario bitcoin, ha subito un attacco nel tardo novembre 2013. Anche se non c’è stato segno d’intrusione, sono spariti 6.000 bitcoin dai cold e hot wallet della compagnia. Picostocks sospettava degli ex dipendenti che avevano accesso al sistema e che avrebbero potuto copiare i wallet per poi decriptarli.

 

  • Flexcoin era un bitcoin exchange con la sede in Canada, che il 3 marzo 2014 ha subito un attacco hacker. Come risultato, sono stati rubati 896 bitcoin del valore di 560.000$ e la compagnia ha dovuto chiudere. L’hacker ha sfruttato con successo un difetto nel codice che consentiva trasferimenti tra gli utenti di Flexcoin. Inviando migliaia di richieste simultanee, l’intruso è stato in grado di spostare le monete da un account utente a un altro fino a quando l’account di invio non veniva esaurito, prima che il saldo fosse aggiornato. Questa operazione è stata poi ripetuta su tutti gli account, fino all esaurimento fondi.

attacco hacker a flexcoin

  • Poloniex, un exchange di criptovalute come bitcoin, litecoin, dogecoin e altre molto popolari ha perso il 12.3% dei bitcoin totali a causa di un attacco cibernetico avvenuto il 4 marzo 2014. Poloniex ha annunciato l’accaduto sul forum Bitcoin Talk dicendo che l’hacker è riuscito a rubare le criptovalute scoprendo una vulnerabilità nel codice che processava i prelievi dalla piattaforma. L’hacker ha scoperto che multipli prelievi simultanei vengono elaborati essenzialmente allo stesso tempo e che il software del sistema non controlla abbastanza rapidamente per un saldo negativo, quindi vengono elaborati lo stesso. A luglio, Poloniex ha dichiarato di avere rimborsato agli utenti tutti i 97 bitcoin rubati.

 

  • Bitcurex, una piattaforma di bitcoin trading polacca. Il 14 marzo 2014 ha subito un duro colpo quando qualcuno ha rubato dal suo hot wallet operativo una porzione di bitcoin che vi erano presenti. Un’altra porzione dell’online wallet, il cold wallet e i fondi depositati in valute fiat non sono stati toccati. Non è stato svelato a quanto ammontavano le perdite, ma dai post degli utenti presenti su Reddit si può dedurre che sono scomparsi 18,978.5 bitcoin. Il 13 ottobre 2016 Bitcurex ha subito un altro attacco cibernetico durante il quale sono stati rubati 2.300 bitcoin. La piattaforma ha chiuso poco dopo e il proprietario è scomparso nel nulla.

 

  • CryptoRush era un exchange di tante criptovalute differenti e un posto dove si potevano comprare le ICO a pochi centesimi. A marzo 2014 sono stati rubati 950 bitcoin

 

  • CoinEX era un exchange russo lanciato nel 2013. A marzo del 2014 la compagnia ha rivelato di essere stata vittima di un attacco hacker durante il quale tutti i bitcoin presenti nel wallet sono scomparsi, ma la cifra precisa non è finora conosciuta.

 

  • Bitstamp è un exchange con la sede a Lussemburgo, fondato nel 2011. A gennaio 2015, Bitstamp ha subito il primo attacco cibernetico durante il quale sono stati rubati 18.866 bitcoin. L’hacker è riuscito ad entrare nel hot wallet basato nel Regno Unito. Fortunatamente, la cifra rubata faceva solo una minima parte dei fondi di Bitstamp e la compagnia ha successivamente restituito tutti i bitcoin ai suoi clienti. L’hacker ha utilizzato il metodo d’attacco di social engineering in cui le informazioni personali vengono utilizzate per ingannare le vittime e fornire un mezzo di accesso a materiali sensibili. Mesi prima della rapina, l’hacker contattava i dipendenti di Bitstamp tramite Skype e l’email. Quando finalmente, Luka Kodric, l’amministratore del sistema è caduto nella trappola aprendo un file che credeva fosse inviato da un’organizzazione che lo invitava a diventare un suo membro, il sistema di Bitstamp è stato compromesso. Questo file ha poi dato l’accesso al hacker al file wallet.dat del portafoglio digitale e alla password.

attacco hacker a bitstamp

  • Cavirtex era il più grande exchange canadese che ha dovuto chiudere le porte dopo che, il 15 febbraio 2015, un numero non conosciuto di bitcoin sono stati rubati dalla piattaforma.
  • Getacoin è un exchange fondato nel 2013, in Hong Kong e diventato conosciuto perché era il primo exchange ad elencare l’ether in agosto 2015. Getacoin ha rivelato che il 9 maggio 2016 è caduto vittima di un attacco durante il quale sono scomparsi 185.000 ether e 250 bitcoin. L’attacco è durato tre giorni.
  • Bitfinex è uno dei più grossi exchange degli ultimi anni, fondato nel 2012 e con la sede a Hong Kong. Il 2 agosto 2016 qualcuno ha rubato 119.756 bitcoin del valore di 72.000.000$ dal hot wallet della piattaforma rendendo quell’attacco il secondo più importante, dopo quello di Mt Gox. Si ritiene che gli hacker hanno trovato una vulnerabilità nel mulit-signature wallet di Bitfinex.
  • Youbit (Yapizon) era un exchange sudcoreano che ha dovuto chiudere il 19 dicembre 2017 dopo il secondo attacco avvenuto nello spazio di meno di otto mesi. La prima volta che un hacker ha violato la sicurezza della piattaforma rubando 3.816,20 bitcoin era il 26 aprile 2017. Il secondo attacco è avvenuto il 19 dicembre e l’hacker ha rubato il 19% dei fondi dall’online wallet della compagnia.
  • Bithumb è il quarto più grande exchange di criptovalute al mondo e il primo in Corea del Sud. Opera circa il 20% delle operazioni mondiali di ether ed è il primo al mondo riguardo al volume di scambio di ethereum. Il 29 luglio 2017, un cyberattacco mirato alla piattaforma ha fatto sparire dagli account di 31.800 utenti miliardi di won coreani. Da un solo account utente sono stati rubati dei bitcoin per il valore di 10.000.000 won, mentre un utente riteneva di aver perso 1.2 miliardi won. Bithumb ha dichiarato che gli account compromessi facevano solo il 3% del totale dei clienti. La compagnia ha rivelato che l’attacco è stato possibile perché il computer che si trovava a casa di uno dei dipendenti era stato attaccato. Gli hacker, dopo aver rubato un database con i nomi, gli indirizzi email e i numeri di telefono degli utenti, sono poi riusciti a ricavarne delle password per gli account su Bithumb. Alcune vittime hanno detto di avere ricevuto delle chiamate dai presunti dipendenti di Bithumb con la richiesta di dettarli la password di Google Authenticator. Le vittime hanno eseguito le richieste per poi ritrovarsi con gli account svuotati.

grafico attacco hacker a bitcoin

La cronologia di attacchi hacker, maggiori truffe e perdite

15 agosto 2010 – il hack al protocollo bitcoin – Jeff Garzik, il developer di Bitcoin Core, ha notato che qualcuno ha creato in un solo blocco una transazione da 92 miliardi di bitcoin. L’autore dell’attacco è stato in grado di fare leva su un bug nel codice utilizzato per controllare le transazioni prima di includerle in un blocco. Per ovviare al disastro, è stato fatto il primo hard fork e la nuova catena, blockchain, ha annullato la transazione rimediando alla perdita.

Aprile 2011 – luglio 2011 – Ubitex era la prima azienda ad essere quotata nella non più esistente “borsa” del GLBSE che è stata criticata per le sue operazioni illegali. La compagnia era gestita da un minore, ma questo fatto non era inizialmente noto. Circa 1.138,98 bitcoin degli investitori sono stati spesi o convertiti in dollari senza lasciare traccia. Anche se il fondatore di Ubitex era conosciuto, niente è stato restituito.

Giugno 2011 – Stefan Thomas era uno dei primi ad adottare bitcoin, ma ne ha persi 7.000 quando tutte le copie del suo portafoglio digitale sono svanite. Aveva tre copie e ne ha perse tutte non avendo effettuato un backup del sistema.

13 giugno 2011 – il computer di un miner di bitcoin che sul forum Bitcoin Talk usava il nickname Allinvain è stato forzato e gli sono stati rubati 25.000 bitcoin.

19 giugno 2011 un hacker ha rubato 2.000 bitcoin dall’exchange Mt Gox e altri 643 bitcoin sono stati ritirati dagli utenti che hanno cercato di trarre profitto dalla situazione di confusione creatasi sulla piattaforma.

20 – 21 giugno 2011 – MyBitcoin era uno dei primi bitcoin wallet. A luglio è stato attaccato da hacker che hanno rubato 78.739.58205388 bitcoin che ammontavano al 51% di bitcoin totali. Le password troppo deboli erano la causa della perdita. Ci sono dei presupposti per pensare ad una truffa piuttosto che a un cyberattacco.

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26 luglio 2011 – Bitomat.pl era un exchange polacco che ha perso 17.000 bitcoin come risultato di un errore tecnico. Bitomat.pl aveva il suo wallet sul server di Amazon. Questo wallet è stato cancellato durante il riavvio del server e siccome nessun backup è stato fatto, i bitcoin sono andati persi. Mt. Gox ha successivamente salvato Bitomat.pl e né i clienti né i proprietari originali hanno subito perdite.

11 settembre 2011 – Moonco.in era un exchange di criptovalute alternative a bitcoin, ma all’improvviso il proprietario della piattaforma, Mr. Moon è svanito insieme ai soldi degli investitori. Questo incidente, ha avuto delle ripercussioni anche su altre criptovalute come il SolidCoin come anche sul bitcoin e il namecoin.

5 ottobre 2011 – Bitcoin7 era un exchange americano dal quale sono spariti circa 11.000 bitcoin che presumibilmente sono stati rubati dai proprietari.

28 ottobre 2011 – Mt Gox ha perso esattamente 2609.36304319 bitcoin che, però, sono stati poi rimborsati.

Novembre 2011 – Bitcoin Savings & Trust BST era uno schema ponzi operato da Trandon Shavers che prometteva una rendita del 7% a settimana che si traduceva in 3,641% di ritorno annuo. Lo schema è collassato il 28 agosto 2012 e con esso 146.000 bitcoin.

bitcoin schema ponzi

Gennaio – Aprile 2012 – Bitscalper era una truffa il cui risultato erano 1.000 bitcoin rubati a quelli che volevano ricavare profitti irrazionali da un “motore di arbitraggio”.

Febbraio 2012 – Andrew Nollan ha truffato le gente per 10.000 bitcoin

1 marzo 2012 – Linode, una compagnia di cloud hosting che ospitava sui suoi server otto account collegati con bitcoin. È stata hackerata e di conseguenza i hot wallet di quelle compagnie sono stati compromessi. Dai wallet di Bitcoinica sono stati rubati 43.554 bitcoin.

11 aprile 2012 – Betcoin, una piattaforma di gambling con le criptovalute, ha subito un duro colpo quando il suo proprietario è scappato con i soldi dei giocatori più quello che c’era nel cold storage per un totale di 3.171 bitcoin.

11 maggio 2012 – Bitcoinica, ha subito un altro hack tramite un indirizzo email compromesso. 18.500 bitcoin sono stati portati via dall’online wallet come anche l’intero database con i dati personali degli utenti.

13 luglio 2012 – Bitcoinica perde altri 40.000 bitcoin da an account su Mt Gox.

31 luglio 2012 – BTC-E  Liberty Reserve era un exchange e una trading platform fondata a luglio 2011. Ha dichiarato di aver subito l’attacco hacker che era riuscito a decifrare la sua chiave API segreta lunga 16 caratteri. BTC-E ha dichiarato che circa 4.500 BTC sono stati persi, ma che poi sono stati restituiti ai clienti dai propri fondi.

bitcoin exchange hack btc-e

4 settembre 2012 – Bitfloor ha subito l’attacco e 24.086 BTC sono stati prelevati da un wallet non crittografato.

17 settembre 2012 – Mybitcointrade.com era un exchange che operava anonimamente e il cui proprietario è scappato con 2.000 bitcoin.

Settembre- Novembre 2012 – un hacker ha usato il malware Trojan per rubare 3.457 bitcoin dagli account degli utenti di Bitcoin Talk come anche da  Mt Gox

13 ottobre 2012 – 50BTC bitcoin mining pool ha sofferto un hack nel software di contabilità. Sono stati rubati 1.173 bitcoin, ma non si è mai riuscito a capire dov’era il problema, tant’è vero che 50BTC ha dovuto riscrivere tutto il software di contabilità.

21 dicembre 2012 – BitMarket.eu, un exchange polacco, ha perso una grossa porzione dei fondi che erano depositati sull’exchange Bitcoinica, precedentemente hackerato.

Febbraio 2013 – il cold wallet di Bit LC è stato svuotato dei 2.000 bitcoin.

10 marzo 2013 – BTCGuild, una bitcoin mining pool, ha perso 1.254 bitcoin durante un upgrade. La pool ha pagato più bitcoin del dovuto. 47 bitcoin sono stati restituiti.

28 marzo 2013 – Mercado Bitcoin, uno dei più grossi exchange in Brasile, ha dichiarato di essere stato hackerato. Il sito ha chiuso e dopo tre mesi è tornato trionfante riaprendo la piattaforma e restituendo tutti i soldi, ma Leandro Cesar, il proprietario della compagnia ha fatto questi 500 bitcoin in un modo non del tutto legale. Il 3 ottobre 2010 aveva deciso di creare il proprio fondo chiamato Bitcoin Rain che garantiva il ritorno mensile del 9-12%. Fino a marzo 2013 tutti ottenevano i loro soldi ma quando un cliente ha deciso di ritirare 1.000 bitcoin, Leandro ha dichiarato di essere stato vittima di un attacco hacker e ha chiuso Bitcoin Rain e Mercado Bitcoin. Durante il periodo di funzionamento dello schema ponzi, ha raccolto circa 4.000 bitcoin dei quali ha restituito solo 500.

19 aprile 2013 – OzCoin, una delle maggiori bitcoin mining pool, ha riportato di aver subito un’attacco nei loro server durante il quale sono scomparsi 923 bitcoin. Tuttavia, in meno di un giorno, oltre la metà dei soldi è stata sequestrata mentre passava attraverso il portafoglio web StrongCoin, e prontamente restituita a OzCoin. Altri 354,06 bitcoin non sono mai stati ritrovati.

2 ottobre 2013 – Silk Road era il mercato nero dell’internet che si nascondeva dietro il Tor. Su quel mercato si poteva comprare droga, carte di credito, documenti falsi, armi e qualsiasi cosa illecita sia. Le transazioni venivano effettuate in bitcoin. Il proprietario del sito Ross Ulbricht è stato arrestato dall’FBI e il sito di Silk Road è stato messo offline. L’FBI ha anche sequestrato 3,6 milioni di dollari in bitcoin.

bitcoin silk road

23-26 ottobre 2013 – Inputs.io era un servizio wallet che è stato violato e 4.100 bitcoin sono stati portati via da hacker.

11 novembre 2013 – Bitcash.cz, un exchange basato in Repubblica Ceca, ha dichiarato di avere subito un attacco cibernetico che ha coinvolto i portafogli di 4.000 utenti. Sono stati rubati circa 485 bitcoin del valore di 100.000$

15-17 novembre 2013 – BIPS, un exchange danese, è stato hackerato e più di 22.000 account sono stati svuotati per un totale di 1.295 bitcoin.

18 novembre 2013 – Bidextreme.pl exchange subisce l’hackeraggio e spariscono bitcoin e litecoin dai suoi wallet.

Novembre 2013 – Picostocks, il primo mercato azionario bitcoin, ha perso 6.000 bitcoin dai cold e hot wallet della compagnia. Picostocks sospettava degli ex dipendenti che avevano accesso al sistema e che avrebbero potuto copiare i wallet per poi decriptarli.

24 febbraio 2014 – Mt Gox è stato hackerato un’altra volta e sono spariti 850.000.000 bitcoin dei quali solo 199.999,99 sono stati ritrovati

3 marzo 2014 – Flexcoin, un exchange canadese perde 896 bitcoin del valore di 560.000$

4 marzo 2014 – Poloniex è stato attaccato da un hacker che aveva scoperto che inviando multipli prelievi a raffica, il sistema non riusciva ad aggiornare il saldo abbastanza in fretta. Ha ritirato così 97 bitcoin che Poloniex ha poi restituito ai clienti.

11 marzo 2014 – CryptoRush.in exchange è stato violato e 950 bitcoin più litecoin e altre criptovalute sono stati rubati

14 marzo 2014 – Bitcurex.pl ha subito un attacco cibernetico e una porzione dei bitcoin che era custodita nel hot wallet della compagnia è stata rubata. Sono scomparsi circa 18,978.5 bitcoin.

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19 marzo 2014 – CoinEx.pw exchange è stato attaccato e tutti i bitcoin sono stati rubati

31 marzo 2014 – un hacker è riuscito a installare un dogecoin miner malware e trarne il profitto di 500.000.000 dogecoin. L’hacker ha preso di mira le scatole NAS (Network Attached Storage) prodotte dalla Synology Inc. con sede a Taiwan e ha utilizzato la sua potenza di calcolo per estrarre i dogecoin attraverso un pool privato.

13 maggio 2014 – DogeVault.com, il servizio di deposito dogecoin è stato compromesso da hacker e sono stati rubati circa 111.000.000 di dogecoin del valore di 51.000$.

9 luglio 2014 – 50.000 account di Facebook sono stati infettati da un botnet operato da un gruppo di cibercriminali che operavano dalla Grecia. Il botnet, chiamato Lecpetex, si propagava tramite la piattaforma Facebook, infettando i computer delle persone dopo che un file zip contaminato veniva aperto. Un file Java che vi era racchiuso scaricava e successivamente installava sul computer compromesso un litecoin miner. Facebook ha poi dichiarato che Lecpetex aveva cominciato a propagarsi a partire da dicembre dell’anno precedente.

15 agosto 2014 – Cannabis Road’s bitcoin wallet è stato forzato e svuotato dai 200 bitcoin che vi erano presenti.

Ottobre 2014 – MintPal era una delle più grosse piattaforme di trading delle altcoin fino a quando un giorno, la compagnia ha dichiarato di essere stata vittima di un hack per più di 3.700 bitcoin e l’exchange è stato chiuso. Oggi sappiamo che quel hacker era lo stesso proprietario della piattaforma, Ryan Kennedy, e che è stato catturato.

10 dicembre 2014 – Blockchain.info è un bitcoin wallet che è stato hackerato durante un software update. L’update ha creato un buco di due ore nella sicurezza del wallet, ma ciò è bastato per far sparire 300 bitcoin. Fortunatamente, il hacker era quello “buono” e ha dichiarato su Reddit che aveva rubato i bitcoin per proteggere i fondi degli gli utenti durante la vulnerabilità del wallet. Dopo che Blockchain.info ha risolto il problema della sicurezza, l’hacker ha restituito i bitcoin. Una settimana più tardi ha scovato un’altra debolezza nel wallet e ha rubato altri 255 bitcoin che poi ha restituito. Non era l’ultima volta che Blockchain cadesse vittima di hackeraggio e negli anni, gli utenti del wallet hanno perso parecchi bitcoin.

blockchain.info hack

Gennaio 2015 – Bitstamp, un exchange con la sede a Lussemburgo, ha annunciato che 18.866 bitcoin sono stati rubati dal hot wallet della compagnia.

15 febbraio 2015 – Cavirtex, un exchange canadese, viene privato di tutti i bitcoin.

Agosto 2015 – Getacoin, un exchange basato a Hong Kong e famoso per essere il primo a elencare l’ether, ha sofferto un attacco cibernetico perdendo 185.000 ether e 250 bitcoin.

18 giugno 2016 – Decentralised Autonomous Organization DAO era un progetto Ethereum. Il suo obiettivo era codificare le regole e l’apparato decisionale di un’organizzazione, eliminando la necessità di documenti e persone nel governo, creando una struttura con controllo decentralizzato. La ICO DAO, che serviva a raccogliere i fondi, è stata lanciata il 30 aprile 2016 ed è presto diventata la più grande iniziativa di crowdfunding con 150.000.000$ raccolti da 11.000 contribuenti. Lo smart contract di DAO aveva però una debolezza che un hacker è riuscito a rilevare. Ha creato una copia di DAO in grado di drenare l’ether dal vero DAO. È riuscito a raccogliere 3.600.000 ether quando finalmente qualcuno si è accorto di ciò che stava succedendo. La risposta di Ethereum Foundation è stata immediata ed è stato fatto il hard fork. Gli ether rubati sono stati recuperati e restituiti ai contribuenti.

DAO hacker attack

Luglio 2016 – Steemit.com, un social media blockchain dove gli utenti vengono premiati con gli steem per il contenuto che creano, è stato hackerato e 260 account sono stati compromessi per un totale di 85.000$

2 agosto 2016 – Bitfinex è caduto vittima del secondo più importante attacco ad un exchange. Sono stati rubati 119.756 bitcoin del valore di 72.000.000$

13 ottobre 2016 – Bitcurex ha subito un altro attacco hacker durante il quale sono stati rubati 2.300 bitcoin

26 aprile 2017 – Youbit (Yapizon), un exchange sudcoreano, ha perso 3.816,20 bitcoin dopo un attacco hacker

Luglio 2017 – CoinDash, una startup israeliana ha rilasciato una ICO per raccogliere i fondi. Dopo soli 13 min dall’apertura di crowdfunding, un hacker ha cambiato l’indirizzo ethereum pubblicato sul sito di CoinDash. Ma non è stato cambiato solo l’indirizzo, ma anche il sito, in modo tale che il sito faceva vedere l’indirizzo falso a intermittenza, così che solo una parte dei soldi veniva deviata. In questo modo nessuno si è accorto del hack finché la cifra rubata non è arrivata a 7.000.000$. La compagnia ha immediatamente cessato il crowdfunding anche se ha raccolto 6.400.000$.

19 luglio 2017 – Parity multisig wallet che serve a custodire gli ether, ha avuto una debolezza che è stata presa di mira da hacker. Il wallet custodiva gli ether delle ICO Edgeless Casino, Swarm City e aeternity blockchain per un totale di 153.017 ether che sono stati così rubati. Quando Parity ha rilasciato un avvertimento, gli hacker “buoni” hanno cominciato a svuotare i wallet appartenenti alle altre ICO prevenendo quelli “cattivi” di prenderne possesso.

attacco hacker parity

21 novembre 2017 – Tether è una criptovaluta ed anche l’emittente dello USDT. In un attacco hacker ha perso quasi 31.000.000$. I fondi che erano presenti nel portafoglio tether.to sono stati trasferiti su un indirizzo bitcoin non autorizzato. La Tether ha anche comunicato che non aveva l’intenzione di rimborsare le perdite.

6 dicembre 2017 – NiceHash è stato derubato da hacker e circa 4.736,42 bitcoin (62 mln $) sono scomparsi nel nulla.

attacco hacker a nice bitcoin hash mining pool

19 dicembre 2017 – Youbit è caduto vittima di un altro attacco cibernetico, perdendo il 19% di tutti i fondi e come risultato ha chiuso la piattaforma per sempre.

 

Gli attacchi hacker, truffe e perdite di bitcoin dovute a vari eventi accidentali hanno spesso un effetto domino sul prezzo non solo di bitcoin, ma anche di altre criptovalute. Ogni volta che succede un grande ciberattacco, la fiducia in bitcoin diminuisce.

Il fenomeno di criptovalute ha ancora una lunga strada da fare, ma per dare la prova di non essere solamente una grossa bolla finanziaria, devono essere attuate delle misure precauzionali e più pressione riguardante la sicurezza dei fondi degli investitori.

 

Abbiamo cercato di includere in questo elenco tutti gli attacchi hacker, truffe e perdite, ma se sai di qualcosa che abbiamo ommesso, per favore, scrivilo nei commenti e aggiorneremo la lista.

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I migliori bitcoin bookmakers e i vantaggi di scommettere in bitcoin

Bitcoin bookmakers e casinò

Le criptovalute e particolarmente il bitcoin ha portato un’aria di freschezza nel mondo dei bookmakers e casinò online. Stiamo assistendo ad uno sviluppo molto veloce del gioco d’azzardo improntato su bitcoin e sulle criptovalute e non sono solamente i tanti vantaggi dell’utilizzo di bitcoin a mettere fuoco a questa corsa, ma anche le mancanze nelle leggi sul gioco d’azzardo online.

Se il bitcoin riesce a ad acquistare la fiducia delle istituzioni sia governative sia finanziarie, il gambling con le valute fiat (euro, dollari, sterline…) subirà un brutto colpo e fra pochi anni non ne rimarrà più nulla.

Non tutti sanno ancora che cos’è il bitcoin e come comprarlo, ma dopo che conosceranno i vantaggi del suo utilizzo, ne vorranno un po’ per giocare senza perdere tempo in cose inutili.

Di seguito troverete anche l’elenco dei migliori bitcoin bookmakers consigliati da noi.

 

Qual’è il vantaggio di utilizzare bitcoin sui siti delle scommesse sportive e dei casinò?

  1. Il costo delle transazioni che avviene in bitcoin o in altre criptovalute è zero o minimo. Normalmente, quando si deposita una somma in euro su un sito di scommesse, il servizio di pagamento online tipo PayPal, Skrill, Western Union, Neteller richiedono una commissione per processare il pagamento. Questa commissione varia dal servizio di pagamento utilizzato, ma spesso può essere molto alta. Trasferendo i tuoi fondi sulla rete p2p bitcoin, queste commissioni sono quasi nulle. Trasferendo i bitcoin dal tuo portafoglio digitale a quello che hai su un bookmaker solitamente non ci sono commissioni perché nessuna terza parte è coinvolta in questo processo.
  2. Gioco senza frontiere. Scommettere sui bookmakers o giocare nei casinò che accettano le valute tradizionali è diventato controllato al punto tale che il giocatore o lo scommettitore non ha più la libertà di scegliere il bookmaker o il casinò migliore al mondo. Le regolamentazioni a livello statale hanno costretto gli utenti italiani a scegliere solo quei siti di scommesse o casinò che hanno la licenza in Italia. Questi siti non sempre sono i migliori. Il bitcoin ha reso possibile il gioco con i migliori bookmakers stranieri e sui migliori casinò al mondo. Poco importa se l’utente è residente in Italia e il sito è inglese. L’introduzione di bitcoin rende il gioco senza frontiere.
  3. Gioco Peer to Peer e Provably Fair. I siti del gioco d’azzardo che accettano euro o dollari sono anche quelli che possono settore il sistema di gioco al loro piacimento. Questo significa che un utente deve aver fiducia che il sito è legittimo e che tutto verrà eseguito come promesso, ma sfortunatamente, ci sono molti casi di casinò fraudolenti anche perché l’utente non ha la possibilità di verificare la veridicità del sistema. Il bitcoin e la tecnologia blockchain sulla quale è costruito ha reso possibile il gioco d’azzardo p2p. Così, le quote scommesse complete di probabilità di puntata sono impostate per pagare automaticamente agli indirizzi utilizzando gli smart contracts e escrows. Inoltre, la tecnologia di hashing che la rete bitcoin utilizza per la sicurezza è stata adottata per rendere trasparenti i casinò online centralizzati. Questo è comunemente conosciuto come la tecnologia Provable Fair. Nel Provable Fair, il casinò fornisce ai giocatori i dati che possono utilizzare attraverso l’hashing per dimostrare che un gioco non è stato compromesso.
  4. Privacy. Per trasferire il denaro dal conto dell’utente a quello di un bookmaker o di un casinò, l’utente deve per forza passare da una terza parte tipo una banca o un da una società che offre servizi di trasferimento di denaro tramite Internet. Ciò significa che devi aprire un altro account con questa società e fornire tutti i tuoi dati personali per poter verificare il conto. I bookmakers tradizionali a sua volta ti chiederanno gli stessi dati un’altra volta. La rete del bitcoin invece non ha intermediari e permette di trasferire i fondi senza condividere alcuna informazione personale. Non tutti i bitcoin bookmakers e casinò consentono di aprire l’account anonimo ma se l’utente valuta tanto il proprio anonimato non si deve preoccupare perché ci sono tanti siti di bitcoin gambling che prendono seriamente la tua volontà di mantenere la privacy. Di seguito ne elencheremo alcuni.
  5. Prelievi e depositi istantanei. I canali di pagamento tradizionali impiegano molto tempo per completare i trasferimenti sopratutto se il trasferimento è internazionale. Possono durare da un giorno a più giorni se ci sono il weekend o varie feste di mezzo. Durante questo ritardo, i tuoi fondi vengono bloccati mentre potrebbero essere stati scommessi altrove o sfruttati in un altro modo. Inoltre, c’è anche la probabilità che il beneficiario possa richiamare il pagamento. Il riaddebito sembra essere una grande frode nel gioco d’azzardo online. I pagamenti in bitcoin sono invece istantanei e non sono soggetti ad un chargeback (riaddebito). In effetti, le transazioni si muovono velocemente quanto l’e-mail sul filo di Internet. Non importa la distanza; ci vorranno tra 1 minuto a un’ora, nel peggiore dei casi. Inoltre, attraverso la blockchain, sei sempre nella posizione di vedere quando i fondi entrano o escono dal tuo indirizzo bitcoin.

Quali sono i migliori bookmakers che accettano bitcoin o altre criptovalute?

  • Cloudbet non è solamente un bitcoin bookmaker ma è anche un bitcoin casinò. È uno dei primi bookmakers che ha cominciato ad accettare le criptovalute e durante gli anni si è guadagnato la fama del miglior sito di scommesse che accetta bitcoin. La piattaforma di Cloudbet è improntata sopratutto sulle scommesse sportive. Ci sono decine di sport sui cui piazzare le scommesse e decine di mercati diversi per ogni evento. Le quote possono essere visualizzate in diversi modi: decimale, americano, malesiano, frazionale o Hong Kong. Cloudbet offre un bonus di benvenuto del 100% fino a 5 bitcoin. Un bonus così alto è molto raro e non tutti i siti di bitcoin gambling possono eguagliarlo. Oltre a questo bonus, Cloudbet bookmaker offre spesso le più alte quote sul mercato su certi eventi speciali tipo i derby o altre partite importanti. Con questo bookmaker puoi scommettere anche live come anche puoi giocare al casinò in diretta. La reputazione di Cloudbet è molto buona e possiamo dire con tutta certezza che se l’ha guadagnata onestamente. La registrazione si fa in tempi record e senza svelare tutti i dati personali.

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  • Betcoin accetta non solo bitcoin ma anche bitcoin cash, dash, ethereal, lite coin e ripple. Con Betcoin puoi scommettere su tantissimi sport differenti, puoi giocare nella poker room oppure puoi divertirti al casinò. Bitcoin ha creato una grande communita in tutto il mondo che è molto attiva sul sito e sempre pronta a rispondere a tutte le domande. Betcoin ha una bella sezione di scommesse e casinò live, giochi virtuali, dadi e una poker room molto frequentata. Il bonus offerto da Betcoin ammonta a 100% del tuo deposito fino a 1 bitcoin. Oltre a questo bonus di benvenuto ci sono tanti bonus per i clienti affezionati come anche i tornei interessanti.

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  • Nitrogen Sports è principalmente un bookmaker ma contiene alcuni giochi di casinò e poker. Questi giochi non sono forniti da nessun fornitore tipo SofSwiss o Microgaming, ma sono tutti creati dallo stesso Nitrogen Sports. Questo bitcoin bookmaker è stato creato nel 2012 e ha la sede in Costa Rica che non è proprio luna delle principali giurisdizioni che rilascia le licenze del gioco d’azzardo, ma ci sono tanti siti di gambling reputatili che hanno la sede in quel paese. Nitrogen Sports non offre un bonus di benvenuto, ma offre qualche free bet ai suoi clienti. A differenza di tanti altri bookmakers, Nitrogen Sports accetta esclusivamente bitcoin. Nel suo blog spiegano molto bene cos’è il bitcoin, come comprarlo e come depositare sul proprio account. Essendo un sito di scommesse esclusivamente bitcoin, la registrazione avviene in un click. I giochi non sono Provably Fair.

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  • 1xBit è un sito del gioco d’azzardo che esiste già dal 2007 e anche se era nato come un bookmaker che accettava le valute tipo fiat, adesso non ne è rimasto più nulla e anzi, 1xBit è il bookmaker che accetta addirittura 16 criptovalute diverse. Anche se il sito è molto vasto perché contiene non solo sezione scommesse, ma anche il casinò, giochi virtual, scommesse finanziarie, forex trading, giochi tv, poker e tanti altri, tutto è progettato per fare meno click possibili e quindi arrivare più velocemente nella sezione del sito desiderata. 1xBit vanta le quote più competitive sul mercato e i prelievi e depositi istantanei. Anche in questo caso, la registrazione è super veloce e richiede solamente l’username, la password e l’email. Questo bitcoin bookmaker vanta una moltitudine di bonus che non si trovano da nessun’altra parte. Il bonus di benvenuto e di 100% fino a 1 bitcoin ma poi puoi assicurare le tue scommesse, così se perdi, ti riprendi una parte dei tuoi soldi. C’è anche una promozione che, nel caso in cui perdi 20 volte di seguito, puoi avere un bonus. Ma 1xBit ti premia anche con dei punti per ogni scommessa che fai e non finisce qui perché di offerte ce ne sono tantissime. L’unica pecca di 1xBit è che i suoi giochi non sembrano essere Provably Fair.


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Le origini dei bitcoin casinò e la legge nei vari paesi

La storia di bitcoin casinò

Quando nel aprile del 2012 Erik Voorhees creò Satoshi Dice, che fu il primo bitcoin casinò al mondo, non poteva di certo aspettarsi che dopo appena 15 mesi avrebbe guadagnato dalla sua vendita 11,5 milioni di dollari. Il nome dell’acquirente non fu mai stato svelato e la vendita di Satoshi Dice avvenne in bitcoin ammontando a 126,315 BTC. Era e rimane ancora adesso la più grande acquisizione effettuata in una criptovaluta.

Satoshi Dice esiste ancora e offre un gioco di dadi unico in cui si deve scegliere un numero fortunato. Poi il Fantasma di Satoshi tira i dadi e se il numero del giocatore è inferiore al risultato, significa una vittoria certa. A causa della sua funzione semplice ma emozionante, il gioco ha dimostrato di essere avvincente ed additivo.

1dice1e6pdhLzzWQq7yMidf6j8eAg7pkY, è un indirizzo bitcoin versione 0. Inviando monete a questo indirizzo, si partecipa al gioco d’azzardo “lessthan 1” di Satoshi Dice, che offre una probabilità dello 0,0015% di vincere 64000 volte la scommessa originale. Poiché Satoshi Dice è completamente automatico, le transazioni inviate a questo indirizzo ricevono il pagamento quasi immediatamente dopo la trasmissione.

Finora, la popolarità di Satoshi Dice ha fatto sì che questo indirizzo bitcoin fosse tra gli indirizzi più utilizzati al mondo.

Partendo dal successo di Satoshi Dice, il mondo del gambling ha visto un’opportunità nel bitcoin e presto Satoshi Dice non fu più l’unico casinò che accettava bitcoin.

Curaçao, Costa Rica e l’Isola del Man erano i primi ad aiutare i casinò ad ottenere le licenze necessarie per poter operare e nel 2013 Curaçao contribuì alla creazione dei bitcoin casinò come Cloudbet, Bitcoin, BetChain, Golden Star e tanti altri.

Non essendo considerato denaro reale, il bitcoin era comodo per ovviare alle normative intorno al gioco d’azzardo sia negli USA sia in altri paesi del mondo.

Il governo americano rese quasi impossibile il gioco d’azzardo online ai suoi cittadini che hanno sempre cercato di giocare lo stesso utilizzando prima gli e-wallet e poi Western Union o Money Gram. Siccome gli altri due metodi di trasferimento di fondi erano molto costosi, la possibilità che offriva l’utilizzo di bitcoin è stata velocemente accolta da un pubblico molto vasto.

Le transazioni istantanee, zero o molto basse commissioni, niente banche di mezzo, privacy sono le caratteristiche più importanti dell’utilizzo di bitcoin nei casinò online, ma in Italia, gli operatori del gioco d’azzardo con licenza AAMS sono reticenti ad accettare i pagamenti in bitcoin perché le norme antiriciclaggio sono molto stringenti anche se, al contrario da quel che si pensa, da un report pubblicato nel 2015 dall’HM Treasury e dall’Home Office UK risulta che il rischio che il bitcoin venga utilizzato per finanziare il terrorismo e il riciclaggio di denaro è basso.

 

Le normative sui bitcoin casinò in vari paesi del mondo

Così, gli italiani che vogliono scommettere o giocare al casinò con i bitcoin si rivolgono ai bookmakers e casinò stranieri dove possono giocare senza neanche fornire dei documenti per la registrazione e senza che l’AAMS possa intervenire in qualche modo.

Il bitcoin in Italia non è considerato denaro quindi lo si può usare per il gioco.

Gli unici paesi che hanno fatto qualcosa per regolare i bitcoin casinò sono stati la Spagna e l’Inghilterra.

Il gioco sui bitcoin casinò non è vietato di per sé negli USA, ma tanti siti di gambling hanno smesso di accettare i giocatori con l’IP americano perché le leggi cambiano da stato a stato e non sono molto chiare.

Parlando di operatori di gioco d’azzardo bitcoin, il famigerato sito web di bitcoin poker, SealsWithClubs, fu ufficialmente chiuso dai funzionari dello stato del Nevada nel 2015. Bryan Micon, che gestiva questa piattaforma, si dichiarò colpevole per aver gestito una piattaforma di poker online senza licenza.

In Spagna, il gioco d’azzardo online con bitcoin divenne molto popolare poiché fu in grado di usare la criptovaluta per evitare la legge sul gioco d’azzardo che fu in vigore nel paese. Questo è cambiato quando El Ministerio de Hacienda ha dichiarato che tutti i siti di gioco d’azzardo, anche quelli che operano solo in bitcoin, sono obbligati ad ottenere una licenza generale di scommesse e la corrispondente licenza individuale.

Una situazione molto simile si è delineata anche nel Regno Unito. Da pochi anni, tutti i siti di gioco con i bitcoin e altri siti di gioco di criptovalute sono tenuti ad avere una licenza dalla UK Gambling Commission se vogliono continuare a fornire ai clienti del Regno Unito i loro prodotti e servizi altrimenti, potranno essere colpiti da sanzioni o dovranno cessare completamente le operazioni nella regione.

In Italia, l’AAMS non si è ancora espressa sull’argomento e la legge vigente sul gioco d’azzardo è questa:

L’articolo 50 L. 296/2006 descrive i casinò online come “giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro”.

Il bitcoin non è considerato denaro quindi i bitcoin casinò non possono entrare nella categoria dei casinò online ed essere regolati come tali a meno che il governo italiano non si esprima e accetti bitcoin come denaro.

Da questo quadro generale si deduce che la legislazione intorno ai bitcoin casinò è ancora molto immatura e non del tutto chiara. Le leggi vigenti lasciano tanto spazio all’interpretazione e le decisioni delle autorità riguardanti le criptovalute sono spesso ambigue.

Chi vuole offrire il gioco d’azzardo in bitcoin è quindi confuso e spesso deve indagare se un tale servizio in un dato paese è legale, se ha bisogno di una licenza e dai quali paesi può accettare clienti, ma ci sono alcune cose che sono già chiare:

– se in un paese il gioco d’azzardo è strettamente vietato allora anche il gioco con il bitcoin sarà vietato

– le giurisdizioni sul gioco d’azzardo come Curacao o il Regno Unito sono molto reputatili e rilasciano licenze ai casinò che accettano bitcoin, il che significa che accettano la responsabilità di controllare l’operatività dei siti web di criptovaluta. Finché il casinò online segue le regole e i regolamenti della giurisdizione prescelta, opera legalmente

– l’atteggiamento delle diverse autorità nei confronti del bitcoin sta cambiando molto rapidamente, con sempre più paesi che guardano al bitcoin positivamente e discutono sulla regolamentazione delle criptovalute e dei servizi basati su blockchain. Tuttavia, molti governi oggi non si riferiscono ancora al bitcoin come alla valuta reale. Se non è una valuta “reale”, qualsiasi regolamento relativo ai casinò online tradizionali (valuta fiat) non dovrebbe essere applicato ai siti di gioco d’azzardo bitcoin.

 

Perché un bitcoin casinò ha bisogno di una licenza?

È una cosa certa che un casinò o un bookmaker online ha assolutamente bisogno di una licenza per poter operare. La licenza serve per poter integrare i diversi tipi di pagamento sul proprio sito web come anche per poter aprire un conto bancario commerciale. Senza queste premesse, un casinò o un bookmaker che accetta le valute fiat non avrebbe modo per accettare clienti e quindi per operare.

La nascita di bitcoin annulla il bisogno di una licenza perché non è più un prerequisito per poter accettare clienti. Le transazioni che avvengono in bitcoin non passano da una terza parte, ma avvengono internamente. Depositi e prelievi vengono trasmessi istantaneamente da un indirizzo bitcoin all’altro senza che passino per una banca o una società finanziaria.

Anche se una licenza non è necessaria e i giocatori possono giocare al bitcoin casinò senza che nessuna autorità governativa ne sappia qualcosa, l’acquisizione di una licenza di gioco valida da una delle giurisdizioni di licenze di gioco d’azzardo diventa un importante strumento di marketing che contribuisce alla fedeltà dei giocatori e aumenta considerevolmente la reputazione del casinò.

Quando un giocatore sceglie di trasferire i propri fondi sull’account di un casinò o di un bookmaker, vuole avere la certezza che questi fondi siano al sicuro. La presenza di una licenza li dà la sicurezza che questi fondi sono protetti da un’autorità indipendente.

 

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Le normative sui bitcoin casinò in vari paesi del mondo

Così, gli italiani che vogliono scommettere o giocare al casinò con i bitcoin si rivolgono ai bookmakers e casinò stranieri dove possono giocare senza neanche fornire dei documenti per la registrazione e senza che l’AAMS possa intervenire in qualche modo.

Il bitcoin in Italia non è considerato denaro quindi lo si può usare per il gioco.

Gli unici paesi che hanno fatto qualcosa per regolare i bitcoin casinò sono stati la Spagna e l’Inghilterra.

Il gioco sui bitcoin casinò non è vietato di per sé negli USA, ma tanti siti di gambling hanno smesso di accettare i giocatori con l’IP americano perché le leggi cambiano da stato a stato e non sono molto chiare.

Parlando di operatori di gioco d’azzardo bitcoin, il famigerato sito web di bitcoin poker, SealsWithClubs, fu ufficialmente chiuso dai funzionari dello stato del Nevada nel 2015. Bryan Micon, che gestiva questa piattaforma, si dichiarò colpevole per aver gestito una piattaforma di poker online senza licenza.

In Spagna, il gioco d’azzardo online con bitcoin divenne molto popolare poiché fu in grado di usare la criptovaluta per evitare la legge sul gioco d’azzardo che fu in vigore nel paese. Questo è cambiato quando El Ministerio de Hacienda ha dichiarato che tutti i siti di gioco d’azzardo, anche quelli che operano solo in bitcoin, sono obbligati ad ottenere una licenza generale di scommesse e la corrispondente licenza individuale.

Una situazione molto simile si è delineata anche nel Regno Unito. Da pochi anni, tutti i siti di gioco con i bitcoin e altri siti di gioco di criptovalute sono tenuti ad avere una licenza dalla UK Gambling Commission se vogliono continuare a fornire ai clienti del Regno Unito i loro prodotti e servizi altrimenti, potranno essere colpiti da sanzioni o dovranno cessare completamente le operazioni nella regione.

In Italia, l’AAMS non si è ancora espressa sull’argomento e la legge vigente sul gioco d’azzardo è questa:

L’articolo 50 L. 296/2006 descrive i casinò online come “giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro”.

Il bitcoin non è considerato denaro quindi i bitcoin casinò non possono entrare nella categoria dei casinò online ed essere regolati come tali a meno che il governo italiano non si esprima e accetti bitcoin come denaro.

Da questo quadro generale si deduce che la legislazione intorno ai bitcoin casinò è ancora molto immatura e non del tutto chiara. Le leggi vigenti lasciano tanto spazio all’interpretazione e le decisioni delle autorità riguardanti le criptovalute sono spesso ambigue.

Chi vuole offrire il gioco d’azzardo in bitcoin è quindi confuso e spesso deve indagare se un tale servizio in un dato paese è legale, se ha bisogno di una licenza e dai quali paesi può accettare clienti, ma ci sono alcune cose che sono già chiare:

– se in un paese il gioco d’azzardo è strettamente vietato allora anche il gioco con il bitcoin sarà vietato

– le giurisdizioni sul gioco d’azzardo come Curacao o il Regno Unito sono molto reputatili e rilasciano licenze ai casinò che accettano bitcoin, il che significa che accettano la responsabilità di controllare l’operatività dei siti web di criptovaluta. Finché il casinò online segue le regole e i regolamenti della giurisdizione prescelta, opera legalmente

– l’atteggiamento delle diverse autorità nei confronti del bitcoin sta cambiando molto rapidamente, con sempre più paesi che guardano al bitcoin positivamente e discutono sulla regolamentazione delle criptovalute e dei servizi basati su blockchain. Tuttavia, molti governi oggi non si riferiscono ancora al bitcoin come alla valuta reale. Se non è una valuta “reale”, qualsiasi regolamento relativo ai casinò online tradizionali (valuta fiat) non dovrebbe essere applicato ai siti di gioco d’azzardo bitcoin.

 

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Perché un bitcoin casinò ha bisogno di una licenza?

È una cosa certa che un casinò o un bookmaker online ha assolutamente bisogno di una licenza per poter operare. La licenza serve per poter integrare i diversi tipi di pagamento sul proprio sito web come anche per poter aprire un conto bancario commerciale. Senza queste premesse, un casinò o un bookmaker che accetta le valute fiat non avrebbe modo per accettare clienti e quindi per operare.

La nascita di bitcoin annulla il bisogno di una licenza perché non è più un prerequisito per poter accettare clienti. Le transazioni che avvengono in bitcoin non passano da una terza parte, ma avvengono internamente. Depositi e prelievi vengono trasmessi istantaneamente da un indirizzo bitcoin all’altro senza che passino per una banca o una società finanziaria.

Anche se una licenza non è necessaria e i giocatori possono giocare al bitcoin casinò senza che nessuna autorità governativa ne sappia qualcosa, l’acquisizione di una licenza di gioco valida da una delle giurisdizioni di licenze di gioco d’azzardo diventa un importante strumento di marketing che contribuisce alla fedeltà dei giocatori e aumenta considerevolmente la reputazione del casinò.

Quando un giocatore sceglie di trasferire i propri fondi sull’account di un casinò o di un bookmaker, vuole avere la certezza che questi fondi siano al sicuro. La presenza di una licenza li dà la sicurezza che questi fondi sono protetti da un’autorità indipendente.

Investire in bitcoin o è troppo tardi?

A giugno di quest’anno stavo cenando con alcuni amici e il discorso si era presto direzionato verso il bitcoin e il suo prezzo che aveva raggiunto il nuovo massimo storico del 2.800€. Eravamo tutti allibiti da questa crescita esponenziale; qualcuno aveva detto che vorrebbe provare ad investire alcuni milioni ma che il rischio era alto, ma alla fine credo che ognuno di noi sentiva di avere perso il treno che ci avrebbe portati a diventare milionari.

Il prezzo del bitcoin ha ultimamente superato 11.000€. Dall’inserimento di bitcoin negli exchange nel 2010, questo prezzo è cresciuto in modo inverosimile. Un investimento di 100$ nel 2010 avrebbe reso ad oggi più di 140 milioni di dollari. È comprensibile che quando si pensa a queste cifre, viene voglia di comprare qualche frazione di bitcoin e diventare investitori nella speranza di guadagnare qualche migliaio se non addiritura qualche milione di euro.

Dopo che erano passati alcuni mesi e il prezzo di bitcoin continuava a salire e a raggiungere sempre i nuovi massimi storici, ho deciso di comprare qualche frazione di bitcoin. Il prezzo era ormai di 5.000€ e non volevo rischiare una somma così grossa in un titolo che tutti descrivevano come una bolla destinata a scoppiare quindi ho deciso di investire 1000€ e di andarci piano.

Mi sono precipitato su etoro e in pochi giorni ho guadagnato alcune centinaia di euro. C’è da dire che su etoro non si possono comprare le criptovalute in sé quindi non le puoi trasferire sul tuo portafoglio digitale. Per comprare bitcoin devi rivolgerti a un exchange come cex.io o Livecoin.

Quando ho visto che i guadagni erano possibili, ho deciso di vendere tutto e trasferirmi su Plus500 perché offriva una leva del 1:10 e c’era una maggiore possibilità di guadagno. Sapevo già fare il trading con la leva ed ero cosciente che dovevo avere un margine molto alto considerando che il bitcoin è molto volatile e che il prezzo poteva variare anche del 20% in un giorno.

Ho scelto il trading a breve termine piuttosto che un investimento a lungo termine perché i potenziali guadagni mi sembravano maggiori, anche se il rischio era molto più alto. Anche la somma investita non era alta per cui preferivo riempire il mio portafoglio velocemente per poi spostarmi sull’investimento a lungo termine che era comunque meno stressante e che aveva più senso con una somma più alta.

Dopo alcuni investimenti molto profiqui che mi hanno fatto raddoppiare e triplicare l’investimento iniziale, la mia autodisciplina si è attenuata e l’ingordigia ha preso il sopravvento. Ho comprato bitcoin lasciando il margine troppo basso e alla prima grande correzione del prezzo, la mia posizione si è chiusa.

Non ragionavo più ed ero guidato dalle emozioni. Ho cercato di riguadagnare subito ciò che ho perso e ho aperto una posizione al ribasso visto che il prezzo scendeva, ma dopo poco, il trend era cambiato di nuovo e di nuovo mi mancava il margine necessario per tenere la posizione aperta. Ho aggiunto i fondi la prima volta, poi la seconda e poi la terza e quando ho visto che il prezzo non sarebbe più tornato al punto d’acquisto, l’ho data per vinta e ho aspettato finché la posizione si chiudesse da sola. Con le emozioni che guidavano completamente le mie azioni non era più trading, era come giocare al casinò.

Dopo che ho ingoiato il rospo e ho imparato alcune lezioni riguardo al margine, il trading con la leva e l’autodisciplina, adesso non aspetto altro che un nuovo punto d’entrata.

Il bitcoin per alcuni è il futuro, per altri è una bolla. Non importa cos’è, l’importante è che fa guadagnare. Bisogna cavalcare l’onda per non avere mai rimpianti di non aver rischiato. Con le ultimissime previsioni del prezzo di bitcoin che nel 2018 vedono la criptomoneta salire fino a 50.000$ e con gli esperti del settore che ritengono che il bitcoin sarà il miglior investimento ad alta crescita nel 2018, credo che si possa dire per certo, che non è troppo tardi per chi vuole investire in bitcoin.

Certo, per chi vuole comprare bitcoin vi consiglio di farlo senza leva e di tenere i bitcoin in un portafoglio digitale e non sul conto di un exchange. Vi consiglio anche di comprarlo e non avere paura di un brutto calo del prezzo perché l’esperienza e grafici ci insegnano che tale calo nel bitcoin è una normalità.

Ormai seguo bitcoin da tanto tempo e vi posso dire che per chi un brutto calo del prezzo significa una perdita, per un altro trader è un buon punto per acquistare bitcoin a basso prezzo e guadagnare tanti soldi in poco tempo.